Marco Scipioni
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“La morte è solo l’inizio del secondo tempo”: ciao Mister Cosco

L'ingiustizia della vita è oramai cosa risaputa e l'ha dimostrato per l'ennesima volta: dopo una lunga malattia, Vincenzo Cosco, ex allenatore della Torres, squadra di Lega Pro lascia questo Mondo per iniziare il suo "secondo tempo", per dirla secondo il pensiero dell grande e compianto Lucio Dalla.

“La morte è solo l’inizio del secondo tempo”: ciao Mister Cosco
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Mister CoscoVincenzo Cosco ci ha lasciati questa notte, 9 maggio, dopo una lunga malattia che ha spento anche le sue ultime forze, quelle di un uomo determinato che era già riuscito a superare la prima ondata di difficoltà. L’ex allenatore della Torres si è spento all’età di 51 anni, nell’ospedale di Larino, dopo che lo scorso dicembre il cancro era tornato a fargli un’inaspettata e tremenda visita che lo costrinse ad abbandonare l’incarico che rivestiva presso la squadra sarda, congedandosi con una lettera pubblica: “Il cancro è tornato ad invadere il mio corpo, sono costretto a salutare il calcio” , una delle frasi toccanti.

IL CALCIO NEL DNA – Nato a Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso, Vincenzo Cosco iniziò la sua carriera nel mondo del calcio da calciatore, disputando anche campionati di Serie C con le maglie di Castel di Sangro e Pro Vasto. Nel 1996, però, la leucemia lo costrinse ad abbandonare il calcio giocato, e mostrò tutta la sua forza riuscendo a sconfiggere la malattia. Iniziò la sua carriera da allenatore l’anno seguente, nella stagione 1996-97, dalla Turris, fino alla Torres, guidando ben 13 squadre.

SENZA PAURA – Se non è impossibile, è veramente difficile non avere mai paura di fronte alle prove della vita. Probabilmente Mister Vincenzo Cosco avrà avuto molto timore nel suo breve, purtroppo, percorso di vita, ma la grandissima qualità e dignità che ha mostrato è stata quella di tenere nascosta la sofferenza e cercare sempre di sorridere, per la moglie e i due figli in primis, per tenere soltanto per sé l’inferno che aveva dentro, per non danneggiare il suo mondo, costruito con tanto amore, affetto e determinazione Inoltre il tecnico molisano viene dipinto come una persona dalla grande convinzione e dal carisma molto forte, ma aveva sempre a disposizione una parola di incoraggiamento, non negava mai un aiuto verso i suoi calciatori, ma anche e soprattutto nei confronti delle persone che gli volevano bene: “Devo vincere, devo farlo per mia moglie Silvana e per i miei figli Gaia e Luigi, ho sempre sostenuto che i sogni aiutano a vivere”,  una delle sue tante lezioni di vita…

BUON SECONDO TEMPO, MISTER – Quando si guarda il mondo con gli occhi di un bambino si rischia sempre o di essere creduti pazzi o di indovinare. Una tragedia come la morte, vista con lo sguardo di chi rimane aggrappato al nostro pianeta, può essere sicuramente interpretata come una stanza buia, priva di finestre e di vie d’uscita, senza alcuna speranza di trovare la forza di accendere la luce. Un bambino invece, quando gli viene raccontato che la morte è una cosa che non si può spiegare e che basta guardare al cielo, inizialmente crede di non capire, poi inizia a sorridere perché capisce che quella persona ora è felice ed è diventata qualcosa di più grande. Mi piacerebbe concludere così, pensando che, come disse l’amatissimo Lucio Dalla, ora inizierà anche il secondo tempo di Mister Vincenzo Cosco e lassù non ci sarà nulla che gli potrà impedire di realizzare i suoi.

Buon secondo tempo, Mister!

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