Enrico Steidler
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De Laurentiis, solo Topo Gigio si salva dalla furia del serial-complotter

Dalla A di Abete alla Z di Zamparini passando per Platini: De Laurentiis non fa sconti a nessuno, ma così non va

De Laurentiis, solo Topo Gigio si salva dalla furia del serial-complotter
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Che cos’hanno in comune, secondo voi, la neonata Royal Baby Charlotte, Papa Francesco e Topo Gigio? Semplice, sono gli unici esseri viventi che non sono ancora entrati in rotta di collisione con il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, ma tranquilli: prima o poi toccherà anche a loro. E già, perché dopo Abete, Agnelli, Alciato e tutti gli Arbitri possibili e immaginabili – solo per citare alcune vittime della furia presidenziale partendo dalla prima lettera dell’alfabeto – ieri sera è arrivata la volta di Michel Platini, numero uno dell’Uefa (aggravante specifica) e grande ex dei campioni d’Italia (aggravante generica).

Michel Platini, ennesima vittima del serial-complotter Aurelio De Laurentiis

Michel Platini, ennesima vittima del serial-complotter Aurelio De Laurentiis

C’ERAVAMO TANTO ODIATI – A dire la verità, il nome del bieco “Cospiratore” transalpino era già finito parecchie volte sul libro nero – 300mila pagine, 6 megaton – di De Laurentiis: “Sarà un grosso problema per Platini giustificare come certe squadre possano sottrarsi al fair-play finanziario, anche perché suo figlio lavora nel Psg, disse, ad esempio, tre anni fa. “Probabilmente il Napoli è antipatico al presidente Uefa – aggiunse qualche tempo più tardi con il tono di chi ha eletto il Bar dello Sport a modello di vita – Abbiamo fatto due volte la Champions League ed in entrambi i casi siamo finiti nel girone della morte. Credo poco in questo mondo, non credo che sia solo casualità“. Parole pesanti, insinuazioni gravissime, ma rose e fiori, latte e miele in confronto a quelle sparate a raffica ieri sera dopo il pareggio interno (1-1) contro il Dnipro e il gol in evidente fuorigioco convalidato agli ucraini. Leggere tutto d’un fiato per credere.

ASTINENZA DA VALIUM“Sono incazzato nero. Questo torneo non vale nulla. Noi lo facciamo solo perché è un’assicurazione per arrivare in Champions. In semifinale servono determinate garanzie, perché inserire sei arbitri quando non sono in grado di gestire la situazione? C’è un monarca come Platini non in grado di tenere alto il livello di questa competizione. Fa figuracce, ora che deve pensare nella sua cameretta buia di Nyon? Che forse ha fatto il suo tempo e che debba andarsene. Posso capire che nelle prime partite possano esserci degli errori, anche se non dovrebbero. Possibile che ci siano errori macroscopici? Dopo 20-25 minuti abbiamo capito che c’era qualcosa che non va. Sembrava un teatrino delle marionette, alla squadra non posso rimproverare nulla. Siamo stati superiori, ma il Dnipro ha avuto a favore sei arbitri. Che devo pensare? Che è stata combinata? La coppa è già stata data al Siviglia? Ce lo dicano, noi ci facciamo da parte. Noi vogliamo competere con competenza, arbitri e organizzatori del torneo devono avere la giusta competenza. Se vuole governare, welcome! Ma lo faccia con la saggezza di un monarca. Perché vuoi avere l’antipatia dei tifosi napoletani, che sono sei milioni in Italia e tantissimi all’estero. Non so, cosa può pensare Platini? Come andrai a dormire, fai una preghiera! Ma che credibilità puoi avere? Ciao Platini, sogni d’oro”.

LETTERINA APERTA – Difendere Roi Michel ed entrare nel dettaglio dello sproloquio presidenziale: al di là di queste due mission ugualmente impossible e pure inopportune, c’è solo una cosa, forse, che vale la pena di mettere in luce dopo una simile performance. Caro presidente De Laurentiis, verrebbe da dire, lei è un manager, e come tutti gli uomini d’azione è abituato a vedere le cose sotto un profilo strettamente operativo e concreto. Lasciamo perdere, quindi, ogni richiamo a concetti astratti (come le buone maniere, ad esempio, il fair play e quella condotta che si impone sempre a un dirigente, soprattutto se di alto livello) e mettiamola così: che credibilità può avere, secondo lei, chi azzanna chiunque gli capiti a tiro e lancia accuse al mondo intero? La stessa, diciamolo, di chi grida “al lupo” anche quando vede uno scoiattolo, cioè nessuna. Il che – danni collaterali a parte – è un vero peccato, perché qualche volta il lupo c’è, ma lei lo rende invisibile.

Ci pensi, caro presidente , e se davvero ci tiene ai 6 miliardi di tifosi del Napoli sparsi fra qui e la Cintura di Orione allora si regoli di conseguenza. Lo faccia per loro. Meglio tardi che mai.

Enrico Steidler

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