Giulia Cassini
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In Part, alias “frammenti corporei”, fino al 31 ottobre alla Fondazione Prada di Milano

Il frammento nella storia dell'arte è sempre più della somma delle parti, da Fontana a Ray

In Part, alias “frammenti corporei”, fino al 31 ottobre alla Fondazione Prada di Milano
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In Part Lucio Fontana Testa di Medusa

In Part Lucio Fontana Testa di Medusa

In Part a cura di Nicholas Cullinan è allestita fino al 31 ottobre nella galleria Nord, una delle ex strutture industriali che compongono la nuova Fondazione Prada di Milano.

PERCHE’ – Concepita attorno ad un nucleo tematico di opere selezionate dalla collezione, In Part è un vero e proprio ventaglio sull’uso e sullo sfruttamento in chiave artistica della corporietà, del frammento corporeo in una costruzione complessa, attraverso gli occhi lungimiranti dei grandi dell’arte: Lucio Fontana, Pino Pascali, John Baldessari, David Hockney, Francesco Vezzoli e poi William Copley e Domenico Gnoli sull’uso del primo piano fotografico nella costruzione della figura e ancora Llyn Foulkes nei ritratti deformati , Yves Klein per le silhouette incomplete e Francis Picabia per la sovrapposizione di figure. In Part vista dunque secondo varie lenti deformanti, In Part come tanti dialetti di un’unico idioma. Ancora, e più in generale, In Part come tensione tra la parte e l’intero.

LE OPERE – Tra le opere più significative dell’esposizione In Part degna di nota l’accoglienza con lo “sdoganato” dito ( “Untitled” 2009 in gomma siliconica) di Maurizio Cattelan, forse un po’ scontata, ma i pezzi da novanta non tardano ad arrivare siano essi intesi come paragone – ed è il caso di “Torso di negra al bagno (Nascita di Venere) di Pino Pascali (1964-1965) rappresentante un torso di donna in bikini proprio in fronte alla più conosciuta “Vénus restaurée of 1936” di Man Ray (1971) che fa da contrappunto, col torso classico in gesso tutto stritolato in una corda- o siano semplicemente dei capolavori come la smisurata “Testa di Medusa” di Lucio Fontana (1948-1954) che non appanna la frontale opera di Francesco Vezzoli “La Dolce Vita featuring Giorgio De Chirico” del 2008 dove in un sapiente collage le Vedute delle rovine di Roma di Giovanni Battista si mixano con l’Apollo del Belvedere e la Venere di Milo con una testa pop, quella di Anita Ekberg, protagonista del film felliniano per eccellenza. Opere di Charles Atlas, Bruce Nauman, Robert Rauschenberg e Richard Serra completano questo sguardo a trecentosessanta gradi sulla voragine tra la parte e l’intero, in bilico costante.

Qui come nel resto di In Part il frammento è una sineddoche di un tutto che è molto più della somma delle parti.

Fondazione Prada, Milano Largo Isarco 2, tel 0256662611 9 maggio-31 ottobre 2015

Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 21 Biglietti Fondazione: intero 10 euro, ridotti 8 euro, (gratuito under 18 e over 65 e diversamente abili)

 

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