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Ciclismo

I cinque ciclisti colombiani più forti della storia

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Nairo Quintana, il vincitore del Giro d'Italia 2014

Nairo Quintana, il vincitore del Giro d’Italia 2014

A pochi giorni dal via ufficiale, la Corsa Rosa ha già le sue certezze. La prima, risaputa da tempo, è che il detentore Quintana non difenderà il titolo. La seconda, invece, riguarda lo spettacolo: anche quest’anno la pattuglia colombiana( che annovera Uran e Betancur) al via garantirà scintille lungo il percorso. Le pendenze arcigne delle nostre salite, per i corridori del paese sudamericano, sono viste come le montagne russe: un’occasione per divertirsi e divertire il pubblico. Il cartello che indica l’inizio di un’ascesa è visto come una sfida, più che come una minaccia, per chi l’alta quota ce l’ha nel Dna. Il Mondiale di Duitama, corso nel 1995, è ricordato come uno dei più belli e duri di sempre. E in quelle strade sono nati e cresciuti alcuni corridori, del presente e del passato, capaci di ritagliarsi il proprio importante spazio nelle corse a tappe. Mettendo un attimo da parte i già pluridecorati Quintana e Uran, diamo uno sguardo a qualche anno fa.

5) GONZALEZ PICO “CHEPE” – Corridore generoso e coraggioso, conosce il suo momento di gloria a cavallo tra il vecchio e il nuovo Millennio. Sarà principalmente l’Italia a portargli fortuna, prendendo parte consecutivamente al Giro dal 1997 al 2001. Tipico “cacciatore” di tappe, non riuscirà mai a far classifica ed  entrare nei “dieci”: tuttavia conquista due vittorie di tappa e soprattutto la maglia verde, simbolo di miglior scalatore, nel 1997 e nel 1999.

4) OLIVEIRO RINCON – Originario proprio di Duitama, si “allena” sin da piccolo a consegnare in bici il pane nei quartieri della sua città. Negli anni in cui alcuni suoi connazionali riescono a sbancare in Europa, passa al ciclismo professionistico. Sarà protagonista negli anni ’90 vincendo tappe in tutti e tre i Grandi Giri. Sfiora il podio più volte alla Vuelta e annovera un ottimo quinto posto nel Giro 1995. Smette di correre giovane, nel 1998, appena 30 enne.

3) SANTIAGO BOTERO – Esponente della “terribileKelme d’inizi anni 2000, è la grande speranza del ciclismo colombiano per vincere il Tour. Regolarista in salita, va forte soprattutto a cronometro: questa sua caratteristica gli farà vincere tappe contro il tempo nella Gran Boucle e il titolo iridato di specialità a Zolder nel 2002. Negli anni della discussa “era Armstrong“, all’arrivo nei Campi Elisi non riuscirà comunque mai ad andare oltre il quarto posto finale.

2) FABIO PARRA – Il “condor delle Ande“, fratello di Ivan Parra, sul podio invece c’è salito, eccome. Non ha mai legato con l’Italia, ma a Tour e Vuelta è assoluto protagonista. Conclude tutte le edizioni della corsa spagnola sempre nella Top Ten, con una seconda piazza nel 1989 ad una manciata di secondi da Delgado, ma soprattutto è il primo colombiano a finire sul gradino più basso del podio nella Gran Boucle, nel 1988. Fino a quando Quintana, nel 2013, avrebbe fatto un balzo in più nella storia.

1) LUIS HERRERA – Prima di Quintana, “Lucho” è stato l’unico sudamericano a vincere una grande corsa a tappe: infatti fa sua la Vuelta nel 1987. Ma non si ferma qua: riesce a conquistare il titolo di miglior scalatore sia in Spagna, che al Giro e al Tour. Nonostante il suo gran talento, mancherà l’acuto in Francia, dove finirà al massimo quinto. Prima del ritiro disputa un buon Giro, nel 1992, dove arriva ottavo e vince l’arrivo in salita del Terminillo.

Manlio Mattaccini

 

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