Enrico Steidler
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Vince sul campo ma perde (la faccia) fuori: ecco la Juventus

Dai tweet curvaioli al ricorso contro la squalifica di Tosel, dalla richiesta di risarcimento danni post-Calciopoli alla rivendicazione dei 33 scudetti. Negli ultimi anni la Juventus ha avuto almeno 443 milioni di occasioni per comportarsi da Signora, ma le ha perse tutte

Vince sul campo ma perde (la faccia) fuori: ecco la Juventus
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Ci risiamo. Lo Juventus Fighters Club ha colpito ancora, e l’ennesimo attentato al savoir-faire non aveva alcun bisogno di essere firmato: lo stile, infatti, è inconfondibile. “BUON CINQUE MAGGIO A TUTTI!”: è così, è con questo tweet fatto di lettere cubitali e punto esclamativo che il Fighters Club di cui sopra ha deciso di festeggiare la vittoria contro il Real Madrid del signor Carlo Ancelotti, sì, proprio quello che un tempo fu sulla panchina bianconera e ora ne conserva ricordi indelebili (lo striscione “Un maiale non può allenare”, tanto per fare un esempio).

5 maggio e stile Juventus

5 maggio e stile Juventus

FIORENTINA AL SANGUE E DINTORNI – Il tweet della Juventus, però, non è partito per ferire il grande ex di turno – i danni collaterali delle bombe cosiddette “intelligenti”, questa volta, sono tutti a carico del mittente – ma per lasciare il segno sulla Grande Nemica, la perfida cospiratrice, la brutta strega prescritta: l’Inter Fashion Club. Ieri, infatti, era il 5 maggio, lo stesso giorno (del 2002) in cui la Beneamata si suicidò sul campo della Lazio consegnando il titolo ai rivali bianconeri. Uh, uh, uh, beccatevi qusta prescritti, e rosicate!… Ecco cosa alloggia nella testa di chi dirige la società più scudettata d’Italia, ecco i pensieri e le parole di un vero Fighter. Chapeau.

LA VERA SIGNORA SI VEDE DAL (COM)PORTAMENTO – D’altra parte, si sa, la classe non è acqua, e soprattutto non si compra. Si può ereditare, a volte, questo sì, soprattutto se nella propria famiglia i modelli sono almeno due (Gianni e “Giovannino”), ma non è certo il caso degli attuali Agnelliraptor. Loro sono un ramo a parte, e non perdono mai l’occasione di dimostrarlo. Prendete la decisione di fare ricorso contro la squalifichetta di 2 giornate rifilata alla Curva-ultrà, ad esempio, e di scrivere che “i dispositivi di sicurezza e le telecamere dello Stadio Olimpico di Torino non hanno permesso di individuare il o i materiali autori dell’atto delinquenziale” (“Bomba carta nel derby di Torino: identificati quattro tifosi della Juve” titolava ieri la Gazzetta dello Sport). Oppure pensate alla causa temeraria intentata contro la Figc, con annessa richiesta danni di 443 milioni di euro, o alla dir poco imbarazzante querelle dei 33 scudetti sul campo. “E’ una ferita non rimarginata e c’è un contenzioso aperto“, ha ribadito per l’ennesima volta Marotta alcuni giorni fa. “I nostri legali – ha aggiunto minacciosamente il dg bianconero – stanno lavorando per per riportare a galla la verità”.

E già, la classe: dipende da cosa si fa e cosa non si fa, da cosa si dice e cosa non si dice. Molto semplice per alcuni, impossibile per altri. Persino nella stessa famiglia.

Enrico Steidler

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