Matteo Masum
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L’Italicum è legge, tanti saluti alla democrazia liberale

Il premio di maggioranza rappresenta un vulnus per lo stato liberale. La palla passa ora a Mattarella

L’Italicum è legge, tanti saluti alla democrazia liberale
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Il travaglio è stato particolarmente lungo e non senza dolore, ma alla fine il governo Renzi è riuscito a partorire una nuova legge elettorale. Si tratta ovviamente del famigerato Italicum, che ha letteralmente spaccato in due l’Italia, a partire dal Parlamento, o meglio, dalla stessa maggioranza, per arrivare al paese reale. I suoi sostenitori affermano che con questo sistema la governabilità sarà garantita; i detrattori invece hanno diversi argomenti per contestare quello che appare come un vero e proprio vulnus della democrazia.
PREMIO DI MAGGIORANZA- Uno dei punti più critici dell’Italicum è il premio di maggioranza che scatterà per la lista che abbia superato il 40%. Siccome ciò difficilmente si verificherà, ecco il secondo turno tra le due liste che abbiabo raccolto il maggior numero di voti. Facendo due calcoli, al ballottaggio potrebbero finirci liste che abbiano raggiunto una percentuale di voti intorno al 25% (per intenderci, nel 2013 avremmo avuto M5S e PD al secondo turno); in tal caso, considerando al primo turno un tasso di partecipazione del 70%, la lista che dovesse vincere il ballottaggio, pure essendo stata sostenuta da meno del 30% degli italiani, avrebbe in dote 340 seggi. Francamente uno scandalo peggiore della Legge Acerbo e della Legge Truffa.
ELETTI E NOMINATI- Massimo Teodori, ex presidente della fondazione Italia-Usa, ed ex parlamentare, in un’intervista a LaPresse, ha illustrato come il premio di maggioranza sia un’anomalia tutta italiana, che non esiste negli stati liberali. Inoltre, Teodori ha smascherato la storiella di un Parlamento di eletti. Infatti, il partito di maggioranza avrà circa 100 deputati nominati (qualcosa in meno grazie alle candidature plurime), e gli altri effettivamente eletti, mentre i partiti di minoranza avranno con ogni i probabilità la possibilità di eleggere solo i capilista, e dunque i restanti 290 seggi vedranno la prevalenza di deputati nominati. La Consulta già starà facendo 2+2.
SCACCO MATTO– Renzi e la Boschi esultano. Effettivamente, hanno mantenuto la promessa, facendo approvare una nuova legge elettorale. Certo, con l’obbrobrio che è venuto fuori, forse sarebbe stato meglio se tale promessa fosse rimasta nel cassetto. Ora la palla passa ai cittadini, che probabilmente tenteranno la carta referendaria (a meno che Mattarella, risvegliatosi dal suo sonno dogmatico, non decida di rimandare alle Camere la legge, ma è più improbabile di una vittoria della Juventus al Bernabeu). L’ultima chance, per non subire lo scacco matto della democrazia; che sarà pure borghese, ma è sicuramente meglio dello schifo ala quale vuole condannarci Renzi.

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