Enrico Steidler
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La royal baby si chiama Charlotte: e chi se ne frega!

Royal baby: che importa sapere il nome quando l'unica cosa che conta è il cognome?

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C’era una volta, quando il giornalismo italiano dava ancora qualche segno di vita, un giornale satirico chiamato “Cuore“. Noto per i suoi titoli al fulmicotone (uno su tutti: “Scatta l’ora legale, panico fra i socialisti”) e i contenuti politicamente scorretti, il Settimanale di resistenza umana diretto da Michele Serra era molto apprezzato anche per le sue rubriche intinte nel curaro, fra cui ricordiamo la letale Braccia sottratte all’agricoltura – il pensiero vola subito a Carlo, principe di Galles, chissà perché – e la memorabile E chi se frega! Quest’ultima, piccolo gioiello di crudeltà, era dedicata a quelle notizie di interesse inversamente proporzionale all’enfasi con cui venivano rilanciate dai media, in particolar modo quelli di regime.

Diana Spencer, nonna della Royal Baby

Diana Spencer, nonna della Royal Baby

Ecco, se il benemerito Cuore fosse ancora nelle edicole, c’è da scommettere che tutta la vicenda che ora intasa giornali e tg del regno di Matteo I° (la royal baby e il royal name) finirebbe dritta dritta dove merita, senza pietà e senza alcun riguardo. Capiamoci: la povera – si fa per dire – Charlotte Elizabeth Diana non c’entra niente: è il suo contorno il problema, quel mondo fatto di royal family e di sudditi-contribuenti in palpitante attesa, di frenetiche scommesse – si chiamerà Melissa Diana Forever oppure Margareth Wayne Rooney Philadelphia? Clicca qui! – e di organi di stampa in coma indotto. Bene: ora sappiamo che il frutto del royal love si chiama Charlotte, che il secondo nome è in onore della bisnonna sovrana e che il terzo è un omaggio alla nonna, l’indimenticabile e quasi venerata Diana Spencer.

Non solo: sappiamo pure che l’hashtag #RoyalBaby è il trending topic di Twitter, che la scelta dei nomi accontenta un po’ tutti i media d’oltremanica – Daily Telegraph in testa – e che alla fine non c’è stata alcuna trippa per Camilla (Parker Bowles), la seconda moglie di Carlo, figlio della bisnonna e nonno della Baby (tutto chiaro, vero?), quella che scelse di essere conosciuta come “Duchessa di Rothesay” in Scozia e come “Duchessa di Cornovaglia” altrove, tranne in Cornovaglia, of course, dove tutti la conoscono come Rosemary hic o Mary chiama e bevi (suo padre era un noto commerciante di vini). E già. E ora che lo sappiamo? Ora che siamo stati bombardati e inseguiti anche in bagno dagli aggiornamenti su royal baby e dintorni ci sentiamo forse “arricchiti” pure noi in qualche misura?

No, ovvio. Però c’è di buono (non per noi) che la royal vicenda è stata molto utile a non farci pensare ad altro, a qualcosa di più serio magari, e tutto questo, si sa, dal reame della bisnonna a quello di Matteo I° l’Ingordo, ha sempre il suo perché. Dio salvi la regime.

Enrico Steidler

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