Roberto Cusimano
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Delio Rossi, l’allenatore che vuole portare in A il Bologna

Il Bologna lo ha scelto come sostituto di Lopez per centrare la promozione in A. Non è la prima volta che il tecnico riminese entra in corsa e di solito ha sempre fatto bene

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Da ieri è tornato a sedere su una panchina dopo un anno e mezzo di “riposo”. Il Bologna ha deciso di puntare su di lui per centrare l’obiettivo promozione che, se fino a qualche settimana fa sembrava una certezza, dopo la sconfitta contro il Frosinone non lo è più, almeno quella diretta. Delio Rossi avrà a disposizione tre gare di campionato (Avellino, Pro Vercelli e Lanciano) più le eventuali gare dei play-off per convincere la dirigenza rossoblu a confermarlo anche l’anno prossimo. La curiosità è proprio questa, mister Rossi ha sottoscritto un contratto di due mesi e verrà confermato solo se riuscirà a portare il Bologna nella massima serie, obiettivo non semplice ma possibile.

UN PASSATO DA CALCIATORE – Non si è affermato a grandi livelli come calciatore Delio Rossi, non ce ne voglia ovviamente ma parlando di lui si ricordano soprattutto le sue “imprese” da allenatore. E’ giusto tuttavia ricordare da dove è partito il romagnolo classe ’60, cioè dalla sconosciutissima Forlimpopoli squadra della provincia di Forlì, poi è passato al Foggia dove ha trascorso sei anni (tra B e C1), probabilmente quelli più importanti della sua vita agonistica e poi ha concluso alla Fidelis Andria nel 1988-89. Nella sua carriera ha realizzato 8 reti.

IL DELIO ROSSI ALLENATORE (ANNI ’90) – Ha cominciato ad allenare a 30 anni Rossi partendo proprio dal basso, il Torremaggiore (in Promozione), poi la Berretti del Foggia per due anni e la Salernitana che porta dalla Serie C al torneo cadetto rimanendo nel cuore dei tifosi. Il Foggia (la squadra per cui si è sempre dichiarato tifoso) gli affida la panchina nel 1995/96 ma collezionerà appena un undicesimo posto. Il 1997 è tra i più esaltanti di questo suo inizio di carriera da allenatore infatti tornato alla guida della squadra campana riesce con una straordinaria cavalcata a conquistare la promozione in Serie A e si guadagna l’appellativo di “Profeta”. Seguiranno alti e bassi sempre con i granata, viene cacciato due volte ma i tifosi lo amano e riceve la cittadinanza onoraria salernitana.

Il tecnico Rossi mantiene la promessa e si tuffa nella fontana dopo la vittoria nel derby

Il tecnico Delio Rossi mantiene la promessa e si tuffa nella fontana dopo la vittoria nel derby

LE QUATTRO STAGIONI CON LA LAZIO – Lotito lo chiama nell’estate del 2005 e Rossi firma un contratto annuale. La Lazio disputa un buon campionato e si classifica al sesto posto conquistando l’accesso in Coppa Uefa ma in seguito alla vicenda Calciopoli subisce una penalizzazione di 30 punti che la fa terminare 16esima, ad un passo dalla retrocessione. L’anno dopo, terzo posto per la squadra della Capitale che stavolta centra la qualificazione ai preliminari di Champions con pieno merito riuscendo a vincere ben otto gare di fila. La terza stagione, partita con buoni propositi dopo la qualificazione al tabellone principale della CL, si rivelerà fallimentare con i biancocelesti che termineranno al dodicesimo posto. La quarta e ultima stagione sarà quella in cui il tecnico riminese farà vincere alla sua squadra la Coppa Italia battendo in finale la Sampdoria, un traguardo non da poco che si aggiunge ai vari successi ottenuti nei derby contro la Roma, in particolare quello del dicembre 2006 (3-0) con tanto di bagno nella fontana del Gianicolo per festeggiare l’impresa.

IL MEZZO MIRACOLO PALERMITANO – Nel novembre del 2009 Maurizio Zamparini lo ha voluto fortemente a Palermo come sostituto di Zenga e il riminese non ei miracoli manca a sorpresa la qualificazione ai preliminari di CL concludendo al quinto posto dietro la Sampdelude le aspettative facendo giocare ai rosanero un bel calcio che va di pari passo con i risultati ottenuti dalla squadra, conduce un bel campionato mantenendo a lungo il quarto posto ma sul più bello qualcosa va storto e il Palermo ddoria. Ovviamente viene riconfermato dal presidente e l’anno seguente prova, sulla scia dei buoni risultati ottenuti nel finale della passata stagione, a ripetersi. Purtroppo per lui non ci riuscirà e nel febbraio del 2011, dopo un umiliante Palermo-Udinese 0-7, viene esonerato. Tornerà comunque poco dopo, richiamato da Zamparini, e concluderà la stagione all’ottavo posto appena dietro la Juventus. Inoltre il Palermo riesce ad arrivare in fondo alla Coppa Italia, all’ Olimpico arriva una colonia di tifosi palermitani che riempiono più di metà stadio di rosanero ma non basterà il loro supporto per battere l’Inter che si impone 3-1.

Rossi e Ljajic, i due non si sono mai amati

Delio Rossi e Ljajic, i due non si sono mai amati.

LA LITE CON LJAJIC E LA SAMP – L’avventura con i viola rappresenta probabilmente un tasto dolente per il tecnico classe ’60, di lui infatti si ricorda quel bruttissimo episodio che lo ha visto protagonista il 2 maggio 2012 nella gara tra Fiorentina e Novara: era il secondo tempo della gara e Rossi aggredì un suo giocatore, Adem Ljajic, reo di avergli detto qualche parola di troppo mentre rientrava in panchina. Il riminese venne esonerato dalla dirigenza viola il giorno dopo e squalificato per tre mesi dal Giudice Sportivo, fu di certo uno dei periodi più brutti della sua carriera da allenatore. Tornerà ad allenare a fine anno la Samp, subentrando ancora una volta in corsa per risollevare le sorti dei blucerchiati e riuscirà nell’obiettivo di salvare la squadra, ma la sua avventura a Genova terminerà alla dodicesima giornata del campionato seguente dopo aver ottenuto ben tre sconfitte consecutive.

Ricapitolando il buon Delio quasi ovunque ha fatto bene: con Foggia, Salernitana, Lazio e Palermo ha passato di sicuro gli anni migliori ma, escluso Firenze, è riuscito ad ottenere buoni risultati anche altrove e adesso ci riproverà a Bologna dove lo attendono 270′ di fuoco e probabilmente anche di più per centrare la Serie A con i rossoblu.

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