Giuseppe Landi
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Il Milan si affida alla “mentalidad ganadora” di Unai Emery

Alla scoperta del "Cavaliere del Santo Graal", il tecnico filosofo che ha stregato il Milan

Il Milan si affida alla “mentalidad ganadora” di Unai Emery
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Da Siviglia a Milano, per dimostrare di essere un ottimo tecnico anche lontano dalla propria terra. Unai Emery è pronto a compiere il grande passo, lasciando l’Andalusia e l’Estadio Ramón Sánchez-Pizjuán per sposare il nuovo ambizioso progetto del Milan. A lui, probabilmente, il compito di riportare il club rossonero nell’Olimpo del calcio italiano ed europeo.

LA FILOSOFIA DEL “CAVALIERE DEL SANTO GRAAL” – Espíritu de equipo, mentalidad ganadora, esfuerzo canalizado, razon y emocion e serempatia: sono questi i 5 principi su cui si basa la filosofia del tecnico spagnolo, come da lui stesso riportato in un libro pubblicato nel 2012. Il valore del gruppo per il 43enne di Hondarribia è fondamentale, la squadra deve sempre possedere una mentalità vincente, anche quando si affronta squadre di maggior calibro o blasone. Altra caratteristica di Emery è la gestione delle energie dei propri giocatori, con questi che in campo devono scendere con un giusto equilibrio tra ragione ed emozione, affinché si cerchi di trovare fortuna. Sempre nel suo libro, Emery parla di tre ‘T’: Talento, Trabajo e Tenacidad. Il talento, in sostanza, deve essere accompagnato da lavoro e tenacia. Proprio la tenacia è una qualità dell’allenatore ex Valencia, che oltre ad essere un ottimo tattico riesce sempre ad incanalare la giusta rabbia agonistica nei propri giocatori. Caratteristiche che ne rendono un tecnico molto preparato, completo.

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Vincitore dell’Europa League col Siviglia, Emery potrebbe essere il nuovo tecnico del Milan

IL CREDO TATTICO E UN CURRICULUM DI TUTTO RISPETTO – Il 4-2-3-1 il modulo preferito di Emery. Nel 2012 è stato nominato terzo miglior allenatore della Liga come metodo di lavoro, soltanto alle spalle di Pep Guardiola e Josè Mourinho. Con una carriera non da giocatore top, Unai ha avuto invece maggiori fortune in quella da allenatore. Una carriera iniziata nel Lorca, club per il quale giocava fino al 2005. Poi l’anno successivo la chiamata dell’Almeria e la promozione in Liga dopo aver chiuso al secondo posto la Segunda Division. L’obiettivo salvezza ovviamente per la stagione successiva, centrato nettamente: ottava posizione in Liga con ben 52 punti, risultato che gli consente di ottenere la panchina del Valencia, diventando così l’allenatore più giovane della storia valenciana. Subito due terzi posti che permettono al club di partecipare nuovamente alla Champions League, nonostante la partenza di giocatori del calibro di Villa, Silva e Mata. Nel 2012 il Valencia decide di non rinnovargli il contratto in scadenza, ed Emery raggiunge un accordo con lo Spartak Mosca, esperienza da dimenticare con esonero arrivato a novembre. Poi la chiamata del Siviglia, il resto è storia dei nostri giorni, con l’Europa League alzata nel cielo di Torino lo scorso maggio.

Il Milan ci pensa, Emery è stato già contattato la scorsa estate, ma ha declinato preferendo rinnovare il contratto con il club andaluso per altri due anni. Ora può cambiar tutto, i soldi e l’ambizioso progetto di Mr Bee potrebbero fare la differenza. L’ultima parola spetta a lui: l’Italia è pronta ad accogliere Unai e la sua mentalidad ganadora.

@PepLandi

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