Jacopo Bertone
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I 5 motivi del fallimento Inzaghi

La sconfitta del San Paolo sposta nuovamente l'attenzione dall'aspetto societario a quello tecnico: il Milan di Inzaghi è un fallimento epocale, proviamo a spiegare perché

I 5 motivi del fallimento Inzaghi
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I 3 goal incassati dal Napoli sono l’ultimo dei problemi di questo Milan che anzi ieri si è reso protagonista di una partita gagliarda e dignitosa al netto dell’espulsione di De Sciglio, tuttavia la stagione rossonera rimane fallimentare ed è inevitabile che le colpe maggiori ricadano sull’allenatore (ancora per poco), Filippo Inzaghi; come si è potuti arrivare fino a questo punto? quali sono le condizioni che hanno reso possibile tale scempio? scopriamole insieme.

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POCA ESPERIENZA – C’era da aspettarselo: 2 stagioni alla guida degli allievi prima e della primavera poi non possono essere definite “gavetta”, per poter ambire ad allenare il Milan ci vuole molto di più. La verità è che Inzaghi non era pronto per questo compito, così come non lo fu Seedorf l’anno scorso. Per poter guidare il Milan e ottenere un minimo di risultati servono molta più esperienza e preparazione, poco importa se durante la sua carriera da calciatore Pippo le ha viste e superate tutte (ma proprio tutte!) , vivere situazioni di difficoltà da allenatore è una cosa differente ed è per questo che non è mai riuscito a rimettere in piedi la situazione: la colpa è tanto sua quanto di chi, in maniera improvvida, ha ritenuto che fosse già pronto per questo lavoro.

TROPPA SPAVALDERIA – Diverso è il discorso che riguarda l’atteggiamento e l’aspetto mediatico del piacentino, che fin dal primo giorno si è reso protagonista di dichiarazioni azzardate e del tutto fuori contesto che hanno fatto trasparire tutt’altro che velatamente un’illegittima ambizione allo Scudetto o quantomeno alla qualificazione in Champions. Un errore fatale. La responsabilità di aver confuso il gruppo, illuso i tifosi e deluso la dirigenza cambiando in continuazione obiettivi e ricorrendo in maniera periodica a un’infinita serie di scuse (molto simili a quelle di Mazzarri, sigh…) è tutta da ascrivere a Inzaghi, il quale avrebbe dovuto essere più prudente e soprattutto più umile.

AMBIGUITA’ SOCIETARIA – Per quelle 4 persone sul pianeta che non se ne fossero accorte: il Milan, o almeno parte di esso, è in vendita. Le continue chiacchiere di possibili acquirenti dagli occhi a mandorla hanno sicuramente distratto tanto la squadra quanto lo staff tecnico, per non parlare del pubblico. Ci si è concentrati più o meno consapevolmente sul futuro da programmare e il passato da ricordare, scordandosi che c’era un presente da gestire, uno sbaglio che tutti i milanisti hanno pagato caro.

MANCA IL CASH – Se Berlusconi intende rinunciare alla guida del proprio club, il motivo è essenzialmente economico e per capirlo basta guardare le ultime campagne acquisti rossonere: i giocatori più forti e costosi sono stati venduti, mentre in contemporanea venivano acquistati elementi più economici e progressivamente sempre meno validi. Questo processo è esemplificato dalla rosa 2014-2015 del Milan, tanto squilibrata quanto disfunzionale, ma la causa di ciò non è tanto l’incompetenza della dirigenza (Galliani rimane un ottimo elemento) o dell’ex Juve, quanto la mancanza di capitale che nel mondo del calcio, sempre più appannaggio di sceicchi e petrolieri, coincide con l’impossibilità di raggiungere certi traguardi.

SPOGLIATOIO INGESTIBILE – Menez, Cerci, Mexes, Muntari, El Shaarawy, Destro : più che una squadra sembra il tabellone di un combattimento tra galli! Lo stile Milan ha sempre previsto l’allestimento di un gruppo di grandi UOMINI prima che di grandi GIOCATORI, ma la storia recente, invece, è stata contraddistinta dall’acquisto di tante, troppe “teste calde” più o meno talentuose. La predetta inesperienza di Inzaghi gli ha impedito fin da subito di mantenere un buon clima nello spogliatoio, ma con certi elementi al suo interno sarebbe stato difficile per chiunque: i tempi dei vari Maldini, Gattuso, Costacurta etc. non sono mai stati più rimpianti…

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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