Antonio Fioretto
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Juventus, il Pagellone Scudetto

Il tecnico merita il 10 pieno; 8,5 per Pogba, 8 per gli intramontabili Pirlo e Buffon. I migliori in campo sono stati Bonucci, Tevez e Marchisio

Juventus, il Pagellone Scudetto
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Trentatrè o Trentuno. Fate voi. Quel che più conta è che la Juventus ha vinto lo Scudetto, l’ennesimo della sua storia, il quarto consecutivo, il primo dell’era Allegri. Il tricolore è arrivato al termine di un’annata gloriosa, al culmine di una cavalcata degna dei colori bianconeri, finalizzata dalla vittoria contro la Sampdoria che ha consegnato il campionato nelle mani della Vecchia Signora con un mese di anticipo. Noi di SportCafe24.com abbiamo dato i voti ai protagonisti della stagione della Madama, nel classico Pagellone Scudetto.

BUFFON 8: difficile fare il capitano dai pali della propria porta. Ma quando serve Buffon da la scossa alla squadra, in particolare nelle dichiarazioni post sconfitte. In una decina di partite fa il Buffon, quello magico ammirato nel primo decennio degli anni 2000, e di errori grossolani non ne ricordiamo. A 37 anni è ancora al top: magari non avrà più l’esplosività di un tempo, ma il talento, l’esperienza e la leadership sono intatti e immacolati. E se vincesse la Champions…

STORARI 6,5: qualche presenza in Campionato (3), quasi tutte in Coppa Italia. Salvo tornare a sedersi in panchina da vice del numero uno. Il mezzo voto in più è per la sua anima da uomo-spogliatoio.

BARZAGLI 7,5: c’è stata la paura, ammessa da lui stesso, di non vederlo più in campo. E invece Andrea ha sorpreso tutti (per la seconda volta)tornando ad essere il difensore roccioso e impeccabile visto negli scorsi anni. Assenza pesante per buona parte di stagione, conferma importante per il finale in volata.

OGBONNA 6 – : ci si aspettava qualcosa di più dall’ex Torino. Impiegato poco, non ha mai dato garanzie definitive e dimostrazione di una maturità ancora non raggiunta del tutto. A quasi 27 anni la Juve potrebbe cederlo e riportare alla base Rugani.

CACERES 7+: fino a quando l’infortunio non l’ha fermato, è stato un gregario di lusso. Duttilità, abnegazione e sacrificio al servizio della squadra. Da terzino, centrale, o tornante poco importa. Il guaio fisico ha tolto a Lichtesteiner una validissima alternativa o, chissà, forse una pericolosa concorrenza.

BONUCCI 9,5: inutile girarci intorno: siamo ormai di fronte al miglior difensore italiano. Bravo di testa, abile in marcatura, assolutamente perfetto nel posizionamento difensivo, vice Pirlo nell’impostazione della manovra e pericoloso nell’area avversaria. Questa è stata la stagione della sua definitiva consacrazione. Senza se e senza ma.

CHIELLINI 7,5: granitico, fisicamente impetuoso. Ma anche talvolta poco concentrato e incredibilmente ingenuo. Nel complesso stagione positiva, ma non ai livelli del compagno di reparto per intenderci.

EVRA 7,5: inizio a bassi ritmi, a tratti spaesato e senza grandi sicurezze. E’ cresciuto via via col passare dei mesi, fino ad assumere le sembianze di quel terzino sinistro che alla Juve mancava da tanto,troppo tempo. Esperienza, carisma da veterano, corsa e freschezza da ragazzino.

Lichtsteiner, tra gol e assist il rinnovo con la Juventus si avvicina

Lichtsteiner dopo il gol al Parma

LICHTESTEINER 8: è un motorino inesauribile, sempre a fare su e giù su quella fascia. Tanto che a volte è poco lucido in zona offensiva. Ma vive la solita annata da Forrest Gump. E resta uno dei migliori difensori esterni in circolazione. A 31 anni le possibilità di diventare un top assoluto sono ridotte al lanternino. Ma lui nel frattempo intasca il quarto Scudetto…

PADOIN 8,5: l’eroe morale di questa Juventus è lui. Simone Padoin, nato a Gemona del Friuli e di mestiere gregario. Arrivato quattro anni fa dall’Atalanta in punta di piedi, ha ufficialmente vinto più Scudetti di Napoli e Roma. Padoin è la vittoria della provincia, la vittoria dell’umiltà e del sacrificio, la dimostrazione pratica che col lavoro e col sudore si può arrivare dappertutto. Finanche a ricevere una candidatura importante da mister Allegri: “Padoin è talmente bravo tatticamente che potrebbe fare l’allenatore“. Sottoscriviamo.

STURARO 6,5: inserimento perfetto in termini di tempo e di efficacia. In questa Juve può starci benissimo e ha larghissimi margini di miglioramento.

MARCHISIO 9: è principesco. Nell’annata in questione Marchisio dimostra di essere al massimo della propria maturazione calcistica e lascia intendere che nel ruolo di Pirlo può durare ancora 5/6 anni. Lavora di spada e di fioretto, a seconda delle occasioni. E si prende una bella rivincita su chi lo voleva riserva degli altri tre centrocampisti. Macchè? Marchisio è stato il più titolare dei quattro, nonchè il più continuo ed incisivo. Chapeau, principino.

PIRLO 8: quelli del “questo è il suo ultimo anno“, “Pirlo è finito“, “ora si ritira“. Quelli che, in breve, non c’azzeccano mai. Perché Pirlo fa ricredere anche i più scettici. Non è stata la sua stagione migliore, ma il Maestro continua ad insegnare calcio, con un occhio ai problemi fisici e uno alla carta d’identità. Quando c’è si vede, quando manca si sente. Il gol nel derby al 93′ con la squadra in dieci è una perla che resterà negli annali della storia bianconera.

VIDAL 7,5: è un voto a metà tra il giocatore irriconoscibile della prima metà di stagione e quello ritrovato della seconda. Per fortuna nel momento decisivo della stagione la Juve ha ritrovato il vero Vidal, quello delle lotte in mezzo al campo e degli inserimenti da attaccante puro. Due gol decisivi: su rigore al Monaco e contro la Sampdoria, a Marassi.

POGBA 8,5: che giocatore ragazzi! La sua mancanza da due mesi a questa parte è passata quasi inosservata, ma solo perchè nella Juve le alternative non mancano e perchè la squadra conta più del singolo. Tuttavia, Pogba in mezzo al campo può e sa essere devastante, in tutte le fasi del gioco. E il gol al Napoli è uno dei più belli del campionato. Paul Lamine passerà alla storia come uno dei migliori colpi di mercato in assoluto. A 22 anni è a un passo dal diventare un crack assoluto. Se accadrà con la Juve o meno potrà dirlo solo il futuro.

Raiola "offre" Pogba al Real Madrid

Paul Lamine Pogba, 22enne centrocampista della Juventus

PEREYRA 8: scorri la lista presenze della Juventus in campionato e ti accorgi che al terzo posto c’è Roberto Pereyra, più di Tevez, quanto Marchsio e meno solo di Bonucci e Buffon. E’ arrivato con timidezza apparente, ha finito come uno dei punti fermi della squadra, completando un centrocampo a 4 orfano del trequartista tanto caro ad Allegri. Una dote su tutte: corre sempre verso la porta. Ha tempo e possibilità per crescere e per diventare il nuovo Vidal, se non qualcosa di meglio.

PEPE 7: perchè è tornato da un infortunio infinito con la goliardia e l’entusiasmo di un adolescente e con la voglia di chi calca i prati verdi per la prima volta in vita sua. Il suo vero Scudetto è stato il primo. Per il resto, uomo squadra come pochi altri, collante dello spogliatoio e del gruppo. E golfista, ovviamente…

COMAN 6,5: usato col lanternino. Ma a 18 anni e alla Juventus non è facile per nessuno. Alla prima da titolare (prima giornata col Chievo) pare un predestinato. E in effetti lo è. Poi pochissime apparizioni: un gol in Coppa Italia, un assist stupendo nel 7-0 al Parma. Ora il suo futuro è nelle mani di Marotta e Paratici.

MORATA 8: dentro Morata, fuori Immobile. La scelta destò non pochi mugugni tra tifosi e addetti ai lavori. Un anno dopo, tutti sono d’accordo nel dire che la società bianconera c’ha azzeccato di nuovo. Morata si dimostra potenziale fenomeno, già comunque pronto per la Juve.Ruba il posto a Llorente, relegandolo in panchina nelle sfide più importanti. E ora è pronto a prendersi la rivincita sul Real…

LLORENTE 6,5: la sua peggior stagione in bianconero, indegna erede dell’ottima annata scorsa. Fatica di più, complice un Morata in grande spolvero e un gioco nettamente diverso rispetto a quello di Conte. Si difende con otto gol stagionali, comunque poca roba. Da stabilire il suo futuro: la Juve potrebbe cederlo per puntare a un vero top player.

Il gol di Tevez alla Lazio che, di fatto, ha chiuso il campionato

Il gol di Tevez alla Lazio che, di fatto, ha chiuso il campionato

TEVEZ 9,5: giù il cappello, signori. Giocatore pazzesco, forte dalla testa ai piedi. Leader in campo, uomo assist, bomber assoluto (28 gol stagionali). In una sola parola: campione, senza controindicazioni. Regala giocate da far strabuzzare gli occhi, potenza e dinamismo da far paura a chiunque, una condizione invidiabile e un atteggiamento mentale da mangia avversari. L’apache in A non ha rivali e fa riassaporare i 20 gol in campionato dopo i tempi di Del Piero e Trezeguet. La miglior stagione della sua carriera: un Tevez così non si era mai visto.

MATRI 6,5: chiamato per far numero a gennaio, ma è un prediletto di Allegri e nelle ultime partite trova presenze e perfino un gol. E così si ritrova a vincere un altro Scudetto col minimo sforzo. Cosa vuoi di più dalla vita?RUBINHO

ROMULO, RUBINHO, DE CEGLIE, ASAMOAH, MARRONE s.v.

ALLEGRI 10: no, non è un’esagerazione. Dobbiamo ricrederci tutti: giornalisti, tifosi, opinionisti, appassionati. Allegri ha buttato merda su chiunque avesse dubitato di lui, delle sue doti gestionali, tecniche e tattiche. Ha preso la squadra di Conte, l’ha amalgamata, l’ha accarezzata, poi l’ha cambiata e addirittura migliorata. Fino a vincere uno Scudetto un mese prima e a giocarsi allo stesso tempo semifinali di Champions e finale di Coppa Italia. Checchè se ne dica, sul campo ha dimostrato forza, competenza, serenità e un carisma inaspettato. Il 10 è un obbligo, non una scelta. Applausi.

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