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Londra 2012, Bolt vuole fare la storia

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LONDRA, 25 LUGLIO – Cos’è che fa la differenza tra uno sportivo medio ed uno sportivo al top ? Senza dubbio, l’ambizione, la voglia di migliorarsi sempre, il desiderio di non accontentarsi mai, la forza di puntare sempre al massimo e lavorare per ottenerlo. A questo va naturalmente aggiunto ciò che ha donato la natura, in termini atletici. Usain Bolt è un mix perfetto di tutte queste prerogative. Un campione assoluto, che detiene il record del mondo nei 100 m e nei 200 m, nonchè nella staffetta 4 x 100. Ora sono alle porte le Olimpiadi di Londra, e Usain dimostra di avere ancora fame, nonostante gli 11 ori già vinti in carriera a soli 26 anni. Chiaro segnale che lo incorona sportivo al top, anzi fuoriclasse vero.

VOGLIA DI GLORIA Le parole del fenomeno giamaicano non danno spazio ad interpretazioni: “Voglio diventare una leggenda e farò di tutto per ottenere questo successo“. Un guanto di sfida pesantemente lanciato agli avversari. Ma non solo a quelli odierni, come il connazionale Yohan Blake, bensì anche ai metaforici rivali presenti e futuri, in quanto Bolt sembra intenzionato a diventare il migliore di sempre. “L’Olimpiade per me è molto importante” ha spiegato Bolt, “per questo devo scendere in pista concentrato e facendo tutto per bene“. Certo, perchè tante volte ci si dimentica che anche uno come lui, che in pista sembra passeggiare, ha bisogno di allenarsi e concentrarsi al massimo. Poi Usain ammette che la sua carriera ,anche se vuole sia ricordata come la migliore della storia, non durerà ancora per molto: “A Rio 2016 potrei fare i 400 e poi ritirarmi nel 2017. Se a Londra andrà bene potrei correre anche i Mondiali, che si terranno proprio qui. Comunque dopo i Giochi mi prenderò un anno di tempo per decidere cosa fare in futuro“. Parole che ricordano il suo desiderio di finire nel momento migliore e di provare anche altri sport, come il calcio.

IDOLO Comunque vada, Bolt è già un’icona a tutti gli effetti. Al celebre museo Madame Tussauds c’è già una nuova statua che lo raffigura, nella sua classica posa pre-gara. E il giamaicano è diventato anche un murales, nella creazione di James Cochran, sulla facciata di un edificio londinese. Insomma, ci sono tutte le credenziali perchè Bolt avveri il suo sogno di fare la storia. Anzi, probabilmente c’è già entrato di diritto.

Antonio Fioretto

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