Enrico Steidler
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Menez 4 turni di squalifica, curva bombarola 2: il braccio assurdo della legge

L'ultrà che lancia una bomba-carta è meno colpevole di un giocatore (Menez) che insulta. Siamo alla frutta, prepariamoci all'amaro

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Forti coi deboli, deboli coi forti. In poche parole, la morale dell’ennesima favola noir del calcio italiano è tutta qui, e la dice lunga sulla bontà degli insegnamenti che questa (de) generazione sta impartendo a quella successiva. Lanci una bomba-carta in mezzo al pubblico e provochi 11 feriti più o meno gravi? Due giornate a casa (tre, forse, se ci fosse scappato il morto). Vieni espulso per non aver commesso il fatto – il secondo cartellino giallo arriva per un fallo commesso da Mexès – e reagisci insultando gli ufficiali di gara terreni e Quello Celeste? Quattro giornate di squalifica. Grottesco? Assurdo? Tragicomico? Qualunque cosa sia, godetevi il momento: domani sarà peggio.

Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel

Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel

WE HAVE A NIGHTMARE – Sia chiaro: colpevole o innocente che sia, uno sportivo – in particolar modo se professionista e strapagato – deve saper accettare la sanzione arbitrale con compostezza e fair play. Deve, punto. Per mille ragioni, tutte validissime. Se non lo fa, e si ribella facendo i capricci, insultando e bestemmiando, merita di essere castigato con severità. Su questo non si discute. Tuttavia, se Jeremy Ménez – protagonista di una reazione tutt’altro che edificante – merita 4 turni di stop (uno per la doppia ammonizione, due per le “espressioni ingiuriose” rivolte ad arbitro e guardalinee e un’altra per l'”espressione blasfema” rilevata dal quarto uomo), come si fa a rifilarne solo due al covo che arma e nasconde una mano potenzialmente omicida? Sia doppiamente chiaro: se esiste una regola – giusta o sbagliata che sia, non è questo il punto – che fa ricadere su un’intera collettività la colpa di uno o di alcuni, allora qualcuno dovrebbe spiegarci per quale ragione il capriccio di un bimbominkia è due volte più grave del gesto di un pazzo delinquente.

Sono questi gli esempi di equità e giustizia che lasciamo in eredità ai tifosi (e ai dirigenti) che verranno? Sarebbe questa la strada da seguire, la luce in fondo al tunnel dell’ignoranza e degli ultrà? Ok, godetevi il momentaccio, allora: presto lo rimpiangerete.

Enrico Steidler

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