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Milan-Genoa 1-3 : grande Niang, nel Diavolo si salva solo Lopez

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M'Baye Niang, attaccante del Genoa, a segno contro il Milan

M’Baye Niang, attaccante del Genoa, a segno contro il Milan

Pronti via e dopo appena quarantacinque secondi Diego Lopez deve allungarsi e deviare in angolo un gran sinistro dal limite di Bertolacci indirizzato all’angolino basso del palo più lontano. Diego Lopez che si ripete su Bergdich, Niang e soprattutto con una grande doppia parata su Iago e Lestienne al minuto 88. Il Milan è come se non fosse in campo. La mossa di Cerci falso nueve con Menez a sinistra e lo spaesato Honda a destra, serve a poco. L’idea di Gasperini di schierare Bertolacci più avanzato del solito è più che azzeccata. È proprio lui, infatti, a sbloccare il risultato al 37′ andando via a Van Ginkel prima e a Rami poi mettendo il pallone alla sinistra di Diego Lopez. Rincon, Bergdich, Edenilson e Iago Falque corrono e si sovrappongono come se non ci fosse un domani, costringendo Bonaventura al lavoro sporco. Serve a poco la prodezza di Mexes al 65′ che sorprende Perin con una gran botta da fuori e caviglia ferma.

COMMENTO – Il popolo rossonero era convinto di aver già visto il peggior Milan della stagione (se non dell’ultimo ventennio) e invece il calcio riesce sempre a sorprenderci. Un Milan così lento, vuoto, senza idee precise, con scarsa voglia, determinazione e concentrazione, forse, non l’avevamo ancora visto. E’ facile criticare, dicono, ma dopo una prestazione del genere c’è poco da elogiare. L’unico pregio va al portierone gallego Diego Lopez che, nonostante le tre pappine prese, ha onorato la maglia e i tifosi con parate di alto spessore. Il Genoa dunque espugna San Siro dopo ben 57 anni grazie alle reti di Bertolacci, Niang e Iago Falque, scavalcando la Fiorentina e piazzandosi al sesto posto valido per l’Europa League. Abbiamo assistito all’ennesima contestazione della Curva Sud nei confronti di dirigenza, giocatori e allenatore. Già si parla di ‘esonero Inzaghi’, con mister Brocchi che andrà a sedersi al fianco dell’intramontabile Tassotti. Di solito, quando si perde la colpa è sempre dell’allenatore.In questo caso la colpa è anche di gente che scende in campo senza rispettare i tifosi da casa e quelli che pagano il biglietto, senza onorare la maglia, i colori, la storia di un club che non merita tutto questo. È anche vero che manca poco a Super Pippo per eguagliare il record negativo del Milan targato Berlusconi. Quinta sconfitta casalinga stagionale e decima posizione in classifica. Il Milan di Sacchi e Tabarez riuscì a fare peggio nella stagione 96′-97′. Serve un cambiamento e serve in fretta, più che pratico, mentale.

TOP AND FLOP – Diego Lopez única nota positiva della serata rossonera, per il resto potremmo scrivere righe interminabili sui vari Abate, Mexes, De Sciglio, Menez, Honda e via dicendo. Quando manca la concentrazione, mancano gli stimoli e la testa è altrove, bhè, c’è poco da giudicare. Tra i rossoblù spiccano Iago Falque e Edenilson per la corsa e l’intensità di gioco, Bertolacci per aver sbloccato il risultato e per aver eseguito i compiti offensivi e difensivi alla grande. Un plauso va a Mbaye Niang, che ha saputo controllare le emozioni andando a segno e uscendo da San Siro a testa alta.

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