Manlio Mattaccini
No Comments

Monchengladbach: “l’altro” Borussia vuole tornare grande

Il ritorno in Champions è imminente, ma le ultime buone annate dei "puledri" lasciano sperare in un innalzamento dell'asticella, per puntare in futuro al Titolo che manca dal 1977

Monchengladbach: “l’altro” Borussia vuole tornare grande
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Avere la Nazionale campione del mondo, la squadra di club più forte del mondo, e (ma anche è) annoiarsi. In Germania capita anche questo: lo stesso Muller, giocatore del Bayern, ha ammesso che vincere titoli in largo anticipo e sdraiato sul divano non lo diverte più. Se però vincere è l’unica cosa che conta, a dare un pò di gusto alla Bundesliga ci vorrebbero le rivali. Eppure c’è una squadra che, in questa stessa stagione, è uscita imbattuta dal doppio confronto contro i bavaresi, senza subire nemmeno un gol. Parliamo del Monchengladbach: l’altro Borussia, nell’anno della crisi del Dortmund, sta per sbarcare in Champions e soprattutto ha voglia di rinvedire i fasti del glorioso passato.

Allan Simonsen, Pallone d'Oro nel 1977

Allan Simonsen, Pallone d’Oro nel 1977

L’APICE NEGLI ANNI ’70 – Nell’era in cui la Germania era divisa, la squadra del basso Reno, acerrima rivale del Colonia, inizia a far parlare di se ad inizi anni’70. Il “capo” dei giovani puledri, che tanto facevano ammattire le difese avversarie, era un certo Berti Vogts. I risultati, con sorpresa di tutti, parlano da soli: i biancoverdi sono la prima squadra a conquistare per due volte consecutive la Bundesliga. In Champions, però, il Borussia troverà poca gloria. Una traccia indelebile nella storia della competizione la lascerà ugualmente con la celebre “partita della lattina”: Boninsegna dell’Inter la riceve in testa direttamente dagli spalti e Peppino Prisco riuscità ad ottenere l’annullamento dell’incontro, vinto dai tedeschi per 7-1. Lo smacco della discutibile eliminazione da parte dei nerazzurri verrà colmato qualche anno dopo: la squadra vincerà altri tre titoli nazionali (l’ultimo nel 1977), un Pallone d’Oro con Allan Simonsen ma soprattutto s’impone pure in Europa. Gli olandesi del Twente soccombono alla potenza tedesca, regalando la prima Coppa Uefa in bacheca nel 1975. Quattro anni dopo il bis arriva ai danni della Stella Rossa. Un decennio d’oro, a cui farà un seguito un lento declino privo di successi.

OGGI: RITORNO AL FUTURO? – Dopo la prima storica retrocessione nel 1998/99, e l’ultima nel 2006/07, la società del presidente Konigs si è ritagliata a poco a poco il suo spazio. Dalle briciole di una salvezza conquistata più volte sul filo del rasoio, ad una graduale scalata nelle gerarchie del campionato. Il Borussia è arrivato 4° nel 2012 e 6° un anno fa: oggi è in lotta per la terza piazza, il che significa accesso ai gironi di Champions. L’allenatore è lo svizzero Favre, arrivato da “traghettatore” nel febbraio 2011 e diventato oggi il direttore d’orchestra di una squadra solida e cinica. In rosa ci sono elementi come il mediano Kramer, Kruse, Raffael e Thorgan Hazard, fratellino di Eden. Nel sistema base di gioco mancano gli attaccanti di ruolo: come la Roma di Spalletti, squadra bella a vedersi ma incapace di mettere a fine stagione il naso davanti a tutti. A questo Borussia manca una punta di peso e qualche elemento di caratura internazionale, utile soprattutto per affrontare il doppio impegno europeo. Nell’era in cui il Bayer e il Dortmund stanno un attimo tirando il fiato, i biancoverdi e il Wolfsburg sono pronti a prendersi la scena. E proprio dal club eliminato dal Napoli, gli uomini di Favre potranno annotare spunti interessanti: dal capire, per esempio, come ha fatto a vincere la Bundesliga nel 2009….

Manlio Mattaccini

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *