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“Castigo divino” firmato Marino: “Denis ha preso esempio dal Papa!”

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Pierpaolo Marino

Le vie del Signore sono infinite, così dicono, e soprattutto imperscrutabili. E’ perfettamente inutile, quindi, cercare di capire perchè Egli abbia scelto proprio Pierpaolo Marino, dg dell’Atalanta, per amministrare la sua somma giustizia: va al di là delle possibilità umane, è così, amen. Sta di fatto, però (e fin qui anche i comuni mortali possono arrivare senza troppe difficoltà), che il castigo era necessario, e che per una volta tanto esso si è realizzato in tempi davvero insoliti per la burocrazia celeste: poche settimane, e chi doveva pagare – Sua manesca Santità – ha pagato.

Papa Francesco Bergoglio, sommo esempio di giustizia sommaria

Papa Francesco, riconosciuto esempio di giustizia sommaria

OCCHIO PER OCCHIO, PUGNO PER PUGNO “Sono un fedelissimo di Papa Francesco – ha esordito Marino parlando ai microfoni di Radio Anch’io Sport su RadioUno – e per sdrammatizzare vorrei ricordare che disse: ‘Se il dottor Gasbarri – mio amico – offendesse mia madre, gli dò un cazzotto‘. Non è che si voglia giustificare nulla, il gesto di Denis – prosegue il dg bergamasco alludendo al pugno in faccia rifilato dal Tanque a Tonelli nel dopo-gara di Atalanta-Empoli 2-2 – è deprecabile e assolutamente non costituisce un esempio ma c’è stata una provocazione a monte, cioè le minacce di morte che Tonelli ha fatto al nostro centravanti (“Auguro a te e alla tua famiglia la morte“, secondo la versione di Denis, ma Tonelli smentisce in modo categorico di aver mai pronunciato queste parole, ndr). Sono episodi condannabili, ma non si faccia giustizialismo e riconduciamo tutto a una dinamica di provocazione e reazione. La provocazione è avvenuta in campo e al rientro Denis era in compagnia del figlioletto, che fa il raccattapalle, e dopo le interviste post-partita è stato atteso e minacciato di morte davanti al figlio, lui e tutta la famiglia. Mi meraviglierei – ha concluso Marino – se non fosse stato refertato anche questo accadimento”.

VECCHIO TESTAMENTO IN SALSA NERAZZURRA – Morale della brutta storia? Semplice e istruttiva. La giustizia degli uomini – vedi alla voce Tosel – ha i suoi limiti, e sono molto vistosi (5 turni di stop per Denis, uno per Tonelli: il pugno di ferro, a quanto pare, ce l’hanno solo giocatori e ultrà); quella divina, invece, no: è implacabile e inappellabile. Il “fedelissimo” Papa-boy, infatti, non può tornare indietro sui suoi passi e tacere: quello che “doveva” dire l’ha detto, è lì, fermo e intangibile come un Memento Homo, e il destinatario della punizione non può fare ricorso nè godere di sconti di pena.

Ora, che dite voi? Capirà la lezione Papa Francesco? Capirà che certe parole non possono restare impunite? E che il fatto di averle pronunciate a commento di una tragedia immane (il sanguinoso assalto alla redazione di Charlie Hebdo) e a cadaveri ancora caldi è un’aggravante che neppure Tosel avrebbe mai potuto ignorare? Mah, chissà.  Per il bene di tutti, speriamo di sì.

Enrico Steidler

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