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Calcio Estero

Josè Mourinho: come dominare la Premier con la tattica italiana

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Josè Mourinho, terzo titolo con il Chelsea

A sole 5 giornate dal termine il Chelsea di Josè Mourinho si trova in testa alla classifica con 10 punti di vantaggio sulla prima delle inseguitrici: virtualmente ha vinto il titolo. Il portoghese ha portato a casa l’ennesima vittoria grazie a quella che i suoi fan chiamerebbero “attenzione tattica” mentre le malelingue definirebbero “difensivismo”, inoltre i Blues sono usciti sconfitti solamente una volta nelle partite contro le grandi d’oltremanica, un dettaglio tutt’altro che trascurabile.

Diego Costa, può essere decisivo in Chelsea - Paris Saint Germain

Diego Costa, prima punta del Chelsea

SOLO LE BRICIOLE AGLI AVVERSARI – Quest’anno Mou è stato un martello quando si è trattato di sfidare una rivale diretta per il titolo: all’Arsenal ha lasciato 1 punto solo, al Tottenham 3 , allo United 1, al City 2 e al Liverpool 0, aspettando il ritorno del 10 Maggio. Questa è Costanza con la “C” maiuscola, è capacità di preparazione, è fortuna, in poche parole è il frutto di avere il portoghese sulla propria panchina. Solamente gli Spurs sono stati in gradi di batterlo in quella favolosa “sparatoria” terminata 5-3, per altro dopo aver incassato un sonoro 3-0 all’andata, si perché tutte quante sono state battute almeno una volta dal Chelsea eccezion fatta per il Manchester City di Pellegrini, non a caso attualmente secondo nella classifica di Premier League.

TACTICAL GENIUS – In Inghilterra, si sa, la tradizione impone di giocare costantemente col coltello fra i denti; vince chi riesce a mantenere alta la pressione offensiva dal punto di vista fisico senza cedere agli assalti avversari, non è raro che uno 0-2 all’intervallo alla fine si concluda con il punteggio di 5-2 come ha ricordato in una recente intervista un campione del calibro di Patrice Evra: questo perchè l’aspetto tattico passa in secondo piano rispetto al cuore, al coraggio e all’atmosfera magica di quei meravigliosi stadi…o forse no? Quest’anno lo Special One ha messo in campo una squadra preparatissima, tosta, che non ha mai avuto paura di difendersi (26 goal subiti, miglior retroguardia del campionato) e ripartire proprio come tante squadre ITALIANE del passato hanno fatto per decenni. Già, l’Italia. E’ probabile che Josè abbia rispolverato più di qualche video della sua esperienza all’Inter per poter mettere su questo progetto rivoluzionario e, al di là di ogni polemica, vincente. Va detto che la squadra di quest’anno non aveva esattamente un attacco stellare ed è stato quasi inevitabile concentrarsi maggiormente sulla difesa, però chissà, potrebbe essere una pietra miliare, il primo passo di un  progressivo avvicinamento dei maestri inglesi alla visione del calcio “mediterranea”, oppure solo l’ennesimo, estemporaneo, miracoloso lampo di genio di uno dei più grandi tecnici della storia dello sport.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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