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Entusiasmo, semplicità e motivazioni: il Cagliari risorge con Festa

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Gianluca Festa, tecnico del Cagliari

Notizia numero uno: il Cagliari ha vinto. Per una squadra che era riuscita nell’impresa solo quattro volte in trentuno giornate, è una lieta novella.  Notizia numero due: il Cagliari ha capito cosa serve per uscire indenni dalla lotta per non retrocedere. Una lietissima novella. Notizia numero tre: il Cagliari ha sette punti da recuperare sull’Atalanta (otto se si considera lo svantaggio negli scontri diretti) in sei giornate, avendo dalla sua un calendario abbordabile. La novella, in questo caso, è estasiante, specie se si valuta il clima di sconforto che si respirava in Sardegna fino ad un giorno fa. Una partita può mutare il cliché di una stagione disastrosa? Sì, se si ha in panchina uno come Gianluca Festa, il Normal One di Monserrato.

Gianluca Festa, tecnico del Cagliari

Gianluca Festa, tecnico del Cagliari

IL GIOCO DELLE TRE PAROLE – Il successo di Firenze nasce da tre termini chiave, sottolineati dal tecnico sardo nella conferenza stampa della vigilia: entusiasmo, semplicità e motivazioni. Lasciate da parte le profezie del maestro boemo, il Cagliari ha fatto un bagno di umiltà, calandosi, per la prima volta, nella dura realtà della lotta salvezza. Forse è troppo tardi, forse no, ma l’unica certezza è l’abilità da psicologo di Festa, capace di ricompattare uno spogliatoio fatto a pezzi dalle mille controversie degli ultimi mesi. Il tutti contro tutti di una settimana fa è stato messo da una parte, lasciando il campo come unico obiettivo nel mirino. Per novanta minuti. Con il cuore. Con lucidità. Il calcio è uno sport complesso, tuttavia affrontabile in modo semplice, senza tattiche arzigogolanti o moduli pittoreschi. Laddove non arrivano le qualità dei singoli, è la forza del gruppo a fare la differenza, sopratutto nei momenti più difficili. Festa l’ha capito fin dal primo momento.

NON SI VIVE DI SOLO CONTROPIEDE – I tre punti hanno riportato entusiasmo a Cagliari, ma la retrocessione rimane uno spettro concreto. Al nero dei giorni scorsi si è sostituito un chiaroscuro avvolto dalle ombre. Se il Cagliari sarà in grado di giocare i prossimi 540 minuti con la stessa intelligenza di ieri, la salvezza diventerà possibile. Per farlo, non si potrà riproporre l’atteggiamento tattico di ieri, caratterizzato dall’applicazione chirurgica dei dettami del contropiede, ma adattarsi alle esigenze dell’incontro, trasformandosi in un camaleonte dalle mille facce. Non sarà facile, eppure, in fondo, è la missione normale delle squadre che lottano nei bassifondi. Normale come Gianluca Festa.

@antoniocasu_

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