Massimiliano Riverso
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Il pugno de ‘Dios’: l’agguato di Denis a Tonelli

Il pugno de ‘Dios’: l’agguato di Denis a Tonelli
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Regolamento di conti o meglio un agguato in piena regola. Forse stiamo esagerando nell’enfatizzare la notizia, ma il destro piazzato da Denis sul volto di Tonelli (con la complicità di Cigarini) al termine di Atalanta-Empoli sembra assumere i contorni un regolamento di conti tipico dei quartieri malfamati di Buenos Aires.

Cigarini è venuto nel nostro spogliatoio – ha spiegato pochi minuti fa l’attaccante toscano Maccarone -, ha chiamato Tonelli e dietro di lui c’era Denis che ha dato un pugno a Tonelli e gli ha rotto il naso. Hanno spento anche la luce: o c’è stato un blackout generale o hanno spento tutto per far spaccare il naso a Tonelli. Denis è stato un vigliacco. Hanno organizzato tutto, io do la colpa anche a Cigarini. Spero che il campionato di Denis sia finito“.

Il tecnico empolese Sarri ha aggiunto dei particolari ai microfoni di Sky: “Non c’è stata rissa. Un calciatore dell’Atalanta ha tirato un colpo in faccia a un nostro giocatore. Più da Daspo che da squalifica, ma la Digos ha visto tutto e anche la Procura Federale. Spettano a loro tutte le conclusioni del caso, io preferisco parlare della partita“.

Pochi minuti dopo arriva la conferma sul fatto dalle parole del ds bergamasco Marino: “Chiediamo scusa perché Denis ha sbagliato, ma prima di lui ha sbagliato Tonelli: ha minacciato di morte Denis e la sua famiglia“. Reja, qualche istante prima, aveva fornito una versione edulcorata della vicenda: “Finite le gare c’è un po’ di nervosismo. A volte vola qualche parola e c’è qualcuno un po’ caldo. Comunque non è successo nulla di grave“.

Il 26 Aprile 2015 rientrerà negli annali del calcio come una domenica folle, la domenica dell’agguato al pullman bianconero prima del derby della Mole e la domenica del pugno di Denis a Tonelli con tanto di sceneggiatura scritta da un regista amante di regolamenti mafiosi. Non è mia intenzione paragonare il fatto di oggi ad un omicidio, ma le modalità dei fatti e l’inganno pianificato non hanno nulla da invidiare alle trappole messe in atto dai killer.

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