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Filippo Inzaghi, un allenatore (finalmente) con le palle

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Che qualcosa non filasse per il verso giusto nello spogliatoio del Milan era palese a tutti, ma che la situazione potesse precipitare in una rissa verbale non ce lo saremmo mai aspettati. A svelare i retroscena del rientro da Udine ci ha pensato ‘ilCorrieredellaSera‘, quotidiano noto per la sua attendibilità e timidezza nell’affrontare temi scottanti. Finalmente Inzaghi è uscito da quella campana silenziosa che lo ha imprigionato per trentadue giornate, uno sfogo viscerale, diretto, proprio come quando gonfiava la rete ai tempi in cui indossava le scarpette chiodate.  “Siete indegni di questa maglia” avrebbe proferito ai suoi giocatori sul pullman ufficiale dell’AC Milan, un’accusa verticale sullo scarso impegno che una rosa tutt’altro che mediocre ha messo in campo nel corso di questa stagione horribilis. Al silenzio dei ‘francotiratori’ seduti nelle poltrone lussuose del bus, ha fatto da contro altare la risposta di alcuni giocatori  “Noi non saremmo degni, ma tu non sei all’altezza di allenare il Milan…”. Potrebbe essere anche la realtà, ma a scendere in campo sono sempre i giocatori e mai l’allenatore.

Obiettivamente la caccia alle streghe nei confronti degli allenatori è uno degli atti più infimi del calcio, soprattutto quando giocatori strapagati passeggiano sul campo o pensano ai festini all’Hollywood dopo la partita. Io sono dalla parte di Inzaghi. allenatore acerbo al quale però non si può additare nulla sulla professionalità e la passione che mette a disposizione della squadra e della società rossonera ogni giorno. Che mandasse tutti a farsi friggere, quando una squadra ti rema contro è inutile tentare di scendere a compromessi con giocatori che hanno già deciso il tuo destino. Inzaghi è stato sempre un uomo con le palle, finalmente lo ha palesato anche in una nuova veste a lui ancora poco consona.

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