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Cronaca

25 aprile, la festa “alla” libertà

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25 aprile: festa della liberazione, festa della libertà. La ricorrenza laica che conta il maggior numero di fedeli praticanti (così dicono), l’anniversario più sacro delle istituzioni profane: sarà per questo, forse, che il giorno dedicato al più nobile degli ideali è in realtà il trionfo dei dogmi e dell’ortodossia. E del tradimento, visto che siamo in Italia. Sì, perchè il 25 aprile, solennità dedicata a quei valori civili coi quali abbiamo sempre avuto scarsa confidenza, è in realtà un campo minato, e nel Paese in cui la libertà fu riportata sulla punta delle baionette anglo-americane i nostalgici del credere, obbedire e zittire sono in servizio permanente effettivo.

La lezione del 25 aprile

La lezione del 25 aprile

QUANDO IL FUTURO E’ SOLO UN VERBO – Un esempio? Ok, ne scegliamo uno fra i milioni disponibili. Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale gli studenti vincitori del concorso “Dalla resistenza alla cittadinanza attiva”, e naturalmente ha colto l’occasione per lanciare un vivo e vibrante messaggio di circostanza. “La Costituzione, nata dalla resistenza, ha consentito la libertà di parola e di voto, e anche quella di sedere in parlamento a esponenti che proprio quella Costituzione la contestavano nei fondamenti: per questo il 25 aprile è un patrimonio di tutta l’Italia. E’ il giorno in cui si celebrano i valori condivisi dall’intero Paese. La Costituzione è una realtà viva – ha concluso il padre del “Mattarellum” – e la sua vita e la sua applicazione è e sarà nelle vostre mani. E già, l’importanza degli studenti. E già, il ruolo fondamentale della scuola.

I CATTIVI MAESTRI – Ed è proprio dal luogo in cui si forgia il futuro – guarda caso – che arriva l’immediata conferma di quanto sia viva la realtà della Costituzione. Mentre le parole del Sommo Sacerdote laico ancora riecheggiano nell’etere, alla Festa dell’Unità di Bologna un gruppo di studenti e insegnanti del Cobas Scuola inizia a battere forchette e cucchiai su pentole e padelle. Lo scopo è quello di contestare il Ddl del governo “La buona scuola” e di impedire al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini di dire la sua sull’argomento. Dopo 20 minuti di furibondo tam-tam, il ministro getta la spugna e se ne va. Obiettivo raggiunto, laresistenzaha vinto.

“Un insegnante ascolta e rispetta le idee di tutti”, ha scritto su Twitter Matteo Renzi prendendo le difese della Giannini. “Impedire ad altri di parlare è l’opposto di ciò che deve fare un educatore”. Ok, siamo arrivati al punto di dover dare ragione al Lìder Maximo, ma c’è di più, e di peggio. In Italia, diceva ieri Mattarella, “non c’è più, fortunatamente, la necessità di riconquistare i valori di libertà e democrazia. C’è la necessità di difenderli, come è stato fatto contro l’assalto del terrorismo e va fatto sempre più contro quello della mafia”. D’accordo, ma contro quello della scuola che faranno i nostri eroi? Riusciranno a resistere, e a resistere nei fatti, o avremo di nuovo bisogno degli Alleati? Buon 25 aprile a tutti.

Enrico Steidler

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