Davide Luciani
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Milan cinese: le 5 mosse di Mr. Lee per ripartire

Proprietà, programma, fair play, stadio e parco giocatori: ecco le cinque mosse che si attendono da Richard Lee per rifare grande il Milan

Milan cinese: le 5 mosse di Mr. Lee per ripartire
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Menez e Bonaventura dovrebbero essere due giocatori da cui far ripartire il Milan

Menez e Bonaventura dovrebbero essere due giocatori da cui far ripartire il Milan

Il passaggio del Milan da Silvio Berlusconi a Mister Lee sembra ormai cosa fatta. Ecco, a nostro giudizio, le cinque priorità che la nuova proprietà dovrà affrontare.

1) IMPIANTO SOLIDO – Il Milan deve ripartire da un impianto societario solido: servono le persone giuste nei posti di comando, per non sbagliare le scelte prioritarie, come la gestione del club e la costruzione della squadra. Mr Lee e i suoi soci dovranno circondarsi di gente fidata e capace, senza dare retta ad eventuali consigli esterni. Da questo punto di  vista, è necessario un punto di riferimento in cui la squadra e il tecnico possano interagire e riconoscersi. E’ infatti chiaro, che Lee non potrà “vivere” l’ambiente rossonero nella sua interezza, quindi, servirà qualcuno di cui lui e la squadra possano fidarsi ciecamente.

2) STENDERE IL PROGRAMMA – Al secondo posto nelle priorità della nuova dirigenza ci dovrà essere un programma serio sul piano sportivo, evitando, cioè, gli errori commessi dalle proprietà straniere di Roma e Inter. I giallorossi, in quattro anni di gestione tecnica, non hanno costruito nulla, sbagliando tre stagioni su quattro (perchè questa, anche se Totti e compagni arriveranno secondi, sarà comunque un fallimento, viste le premesse), i nerazzurri continuano a fare proclami sui giornali cui seguono prove indecorose sul campo. Il Milan, che già è molto in basso, può e deve solo risalire. Una volta messe le persone giuste in società, occorrerà tenere la barra dritta ed evitare i “mal di pancia” anche nel caso in cui le cose non dovessero mettersi subito bene. Se il programma sarà di tre, quattro o cinque anni, non importa: la cosa fondamentale è che non si navighi a vista.

3) FAIR PLAY FINANZIARIO – Di pari passo con i primi due punti, Mr. Lee dovrà azzerare i debiti e mettere in moto la macchina economica del Milan. Per fare questo occorrerà, come primo passo, immettere capitali freschi e, in secondo luogo, avviare un progetto finanziare che, in breve tempo, permetta alla società di non avere più bisogno dei capitali della proprietà. Ormai il Fair Play finanziario è una realtà con cui tutti devono fare i conti, anche Mastour e i qatarioti del

4) PROGETTO STADIO – E’ un operazione da fare per forza. Ormai non esiste grande club che non abbia uno stadio di proprietà. Una “casa” propria serve per avere più appeal a livello mediatico e, soprattutto, più guadagni. Il calcio del ventunesimo secolo si basa sulle entrate derivanti da merchandising, marketing, diritti d’immagine (per i calciatori) e diritti televisivi. Il Milan ha un brand a livello mondiale, ma, senza uno stadio,il suo potenziale economico è notevolmente inferiore a quello delle altre big europee. Non è un caso se la rinascita della Juventus è iniziata con l’apertura dello “Juventus Stadium”.

5) POTENZIAMENTO TECNICO – Il potenziamento della squadra è solo l’ultima delle cinque mosse da fare per Mr. Lee e soci perchè, senza le prime quattro, il progetto rossonero rischi di essere costruito sulla carta velina. E’ inutile pretendere investimenti in stile Paris Saint Germain o Manchester City. La strada giusta è quella tracciata dalla Juventus. Scegliere uno zoccolo duro da cui ripartire e puntellarlo con gli investimenti giusti senza stare a guardare l’appeal mediatico del giocatore. Per fare ciò sarà necessario scegliere un allenatore di polso e capace di tenere la rosa in pugno, evitando gli “sbalzi umorali” in stile Inzaghi.
Solo se il Milan ripartirà da questi cinque punti, il Milan potrà veramente ripartire e tornare ad essere la potenza che era fino a qualche tempo fa.

Davide Luciani

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