Enrico Steidler
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“Chi sono io per giudicare un gay?”, e infatti il Papa non giudica: “condanna”

Stampa (e governo) francese in fibrillazione per il caso-Stefanini, il diplomatico gay silurato sabato scorso dal Santo Padre in persona

“Chi sono io per giudicare un gay?”, e infatti il Papa non giudica: “condanna”
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Anche in Italia se ne parla parecchio, ma al di là delle Alpi è un vero e proprio caso nazionale: e, si sa, quando c’è la Nazione di mezzo i francesi sono popolo, non coriandoli. Laurent Stefanini, il diplomatico che l’Eliseo vorrebbe accreditare come ambasciatore presso la Santa Sede (la richiesta era già stata presentata a gennaio, ma finora il Vaticano aveva risposto solo con un eloquente silenzio), è stato ricevuto dal Papa “in persona, che gli ha confermato il suo rifiuto di dargli il gradimento”.

Laurent Stefanini, il diplomatico francese silurato da Papa Francesco

Laurent Stefanini, il diplomatico francese silurato da Papa Francesco

NON DEBEMUS, NON POSSUMUS, NON VOLUMUS – L’incontro, avvenuto sabato scorso “in modo molto discreto”, si è quindi risolto nel più solenne dei due di picche: niente di personale, per carità, ma Papa Bergoglio – scrive Le Canard Enchainè, il settimanale satirico che per primo ha sollevato il caso – “non ha apprezzato nè il Mariage Pour Tous – la legge francese sulle nozze gay, ndr – nè i metodi dell’Eliseo, che ha tentato di forzargli la mano“. Il fatto che Stefanini sia “la migliore candidatura possibile per quell’incarico”, come precisa il ministero degli esteri francese (curriculum da fare invidia, condotta esemplare, capo del protocollo dell’Eliseo dal 2010 e cattolico praticante), conta poco o nulla: Stefanini ha quel certo non so che, infatti, e come se non bastasse gode dell’appoggio del governo, del presidente Hollande e dell’arcivescovado di Parigi. Ce n’è abbastanza, insomma, per una “discreta” scomunica.

CASA MADRE E SANTO PADRE“Stefanini ha ancora il pieno sostegno della Francia”, si apprende da fonti vicine al presidente, ma è ovvio che il Sommo Rifiuto rappresenta un limite invalicabile. Si moltiplicano, così, le ipotesi sui possibili sostituti, fra i quali spiccano Bertrand Besancenot, ambasciatore in Arabia Saudita, Emmanuelle d’Achon, vicesegretario del ministero degli Esteri, e Renè Roudaut, ambasciatore in Svizzera. Tutti sposati e con figli“, sottolinea BFM-TV con una punta di sarcasmo. Comunque vada a finire, quindi, è già finita: lo strappo diplomatico è consumato, e la cattolicissima Francia si riscopre per l’ennesima volta distante anni-luce da quella “Casa Madre” che un tempo fu ad Avignone. Conviene al Santo Padre tutto ciò? E non gli converrebbe, forse, essere meno imprudente in certe sue esternazioni pubbliche?

“Chi sono io per giudicare gay o divorziati? E’ il momento della misericordia disse Papa Francesco ai giornalisti durante il volo di ritorno dal Brasile. E già, Parole Sante. I fatti, invece, un po’ meno.

Enrico Steidler

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