Enrico Steidler
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Atalanta, il dg Marino come i fratelli Grimm: ecco a voi la favola degli ultrà pentiti

La querela ritirata all'ultimo secondo, i curvaioli redenti, l'assoluzione, il volontariato: nella fiaba di Pierpaolo Marino i buoni sentimenti spaccano la faccia a tutti

Atalanta, il dg Marino come i fratelli Grimm: ecco a voi la favola degli ultrà pentiti
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Scrivete ancora le letterine a Babbo Natale? Vi aspettate di trovare dei soldini sotto il cuscino quando vi cade un dente? Credete che gli gnomi frequentino il vostro giardino e non riuscite a fare il bagno nella vasca se non avete la vostra paperella di plastica? Bene, allora questa è la notizia che fa per voi: ieri l’Atalanta ha ritirato la querela nei confronti di 40 ultrà nerazzurri (responsabili di aver danneggiato il centro sportivo di Zingonia durante il “raid punitivo” del 4 maggio 2010) a poche ore dalla sentenza, e Pierpaolo Marino, dg della società bergamasca, ha spiegato con le seguenti parole le ragioni del clamoroso colpo di scena.

Antonio Percassi e Pierpaolo Marino, presidente e direttore generale dell'Atalanta

Antonio Percassi e Pierpaolo Marino, presidente e direttore generale dell’Atalanta

C’ERA UNA VOLTA UN GIUDICE CATTIVO…“Abbiamo deciso di rimettere la querela il 18 marzo scorso – esordisce Marino proiettandoci fin da subito nella sua dimensione magica e incantata – dopo aver ricevuto una lettera di pentimento da parte dei 40 tifosi imputati. La lettera conteneva passaggi sinceri e toccanti: si sono offerti di venire a Zingonia e lavorare gratis per riparare i danni provocati (!). Noi abbiamo accettato, anche perché non si era andati oltre qualche petardo e qualche uovo marcio (!!). Ma abbiamo preferito girare l’offerta alla Caritas, che ci ha risposto sì il 23 marzo. Poi ci sono voluti i tempi tecnici: l’accordo è stato firmato da tutti solo alla fine della scorsa settimana. Ecco perché è stato reso noto solo stamattina”. Insomma, diciamolo: il racconto è incredibile, ma la fiaba è bellissima.

MA POI ARRIVO’ LA FATA NEROTURCHINA… “Nessun cedimento – aggiunge poi Marino raggiungendo vette che nemmeno Perrault – mi ribello con forza a questa idea. Non abbiamo subito nessun tipo di pressione, ma abbiamo solo aderito a un percorso di pentimento e redenzione”. E già. D’altra parte – va detto – persino Mangiafuoco si sarebbe commosso leggendo la letterina degli ultrà. Dopo le sentite scuse per un “comportamento che ha illuminato un lato della nostra personalità che non ci appartiene”, i 40 penitenti – poi assolti – recitano un altrettanto sentito mea culpa (“Abbiamo sbagliato tutto. L’approccio, il comportamento, le azioni. Abbiamo mancato di rispetto all’Atalanta“), si offrono generosamente di “mettere a disposizione alcune ore del nostro tempo libero” e infine invocano a mani giunte “la possibilità di rimettere la querela nei nostri confronti”. Ora: poteva forse la Fata Neroturchina restare insensibile a questa supplica straziante, secondo voi? No, non sia mai: un tocco di bacchetta magica – i tempi tecnici stringevano… – e il perdono è arrivato. All’ultimo momento, ma è arrivato.

E VISSERO TUTTI FELICI E IMPUNITI – Beh, che dire? Pierpaolo Marino è un vero talento. Nella sua fiaba post-moderna, infatti, ritroviamo tutti gli elementi della grande narrativa fantasy (personaggi grotteschi, ritmo, pathos, colpi di scena, ecc.) e pure una morale di raro impatto educativo: sei un teppista disgraziato? Meriteresti di finire in galera e di camminare a 4 zampe per 6 mesi? Nessun problema. Scrivi una letterina in cui ti dichiari pentito e disposto a dedicare alcune ore del tuo tempo libero, e la dolce Fatina – puoi star sicuro – ti tirerà fuori dai guai.

Lo fa perchè è buona, sia chiaro. Nessuna pressione.

Enrico Steidler

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