Giuseppe Landi
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Playoff Nba: Thompson illegale, Warriors sul 2-0

14 punti su 26 messi a segno nell'ultimo quarto. Il 25enne californiano trascina Golden State in gara 2

Playoff Nba: Thompson illegale, Warriors sul 2-0
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Quando Steph Curry non c’è, Klay Thompson balla. Potremmo riassumerla semplicemente così gara 2 tra Golden State e New Orleans. Il favorito MVP scompare per alcuni tratti della gara, con il 25enne di Los Angeles a prendere il suo posto, trascinando i padroni di casa alla vittoria. Ai Pelicans non bastano le doppie di Davis ed Evans, e la grande notte di Gordon (5/10 da 3). In un’Oracle Arena da brividi, gli Warriors ottengono la ventesima vittoria di fila tra regular e post season.

LA PANCHINA INFINITA DI GOLDEN STATE – Gli Warriors si presentano alla Oracle Arena con dei precedenti clamorosi: 40 vittorie nelle ultime 42 partite in casa dei Pelicans. A partire forte però sono gli ospiti, con le triple di Gordon (5 alla sirena) e i canestri di Anthony Davis, con Curry e compagni sempre in scia. Nel finale di primo quarto New Orleans allunga: prima Pondexter segna il +5 (15-20), poi i tre canestri di fila di AD e i liberi di Ryan Anderson per il sorprendente +13 (15-28). Coach Kerr si affida allora alla panchina, mandando sul parquet Barbosa e Iguodala, che insieme a Speights riacciuffano la gara nel secondo periodo. I Pelicans non mollano e a poco più di 6” dall’intervallo riprendono le distanze con Tyreke Evans e il solito Davis. A questo punto soltanto gli “Splash Brothers” potrebbero riportare in vita i padroni di casa, e così è: canestro + libero per Curry, poi la classe di Klay Thompson, che si inventa due triple su assist di Draymond Green e sigla il pareggio sul 47. A 9 secondi dalla sirena ci pensa super Steph a firmare il sorpasso, con una bomba: si va negli spogliatoi col risultati di 55-52.

KT AMMAZZA LA GARA – Al rientro sul parquet ancora Thompson allunga per gli Warriors, con Harrison Barnes a firmare il +9 (64-55). Appena i Pelicans provano a rifarsi sotto vengono subito ricacciati via dagli uomini di Kerr, che comunque subiscono il ritorno di AD e compagni per il pareggio a quota 71. Nell’ultimo quarto si scatena Thompson, che mette a segno 14 dei suoi 26 punti finali, affiancato da uno strepitoso Draymond Green: parziale di 10-2 per gli Warriors e soltanto 16 punti concessi ai Pelicans nell’ultimo quarto. Termina 97-87, Golden State si porta sul 2-0 nella serie e vede vicina la qualificazione al secondo turno.

Lo spettacolo della Oracle Arena

Lo spettacolo della Oracle Arena

TABELLINO GOLDEN STATE-NEW ORLEANS 97-87 (2-0 NELLA SERIE):

GOLDEN STATE: Thompson 26, Curry 22, Green 14, Barbosa 12. Rimbalzi: Bogut 14. Assist: Curry 6.
NEW ORLEANS: Davis 26, Gordon 23, Evans 16, Cole 11. Rimbalzi: Asik 13. Assist: Evans 7.

LE PAGELLE:

KLAY THOMPSON 8 – Devastante nell’ultimo periodo, quando mette a segno 14 punti dei suoi 26. Si risveglia dal letargo proprio quando deve trascinare i suoi alla vittoria, sostituendo uno Steph Curry non ai livelli che siamo abituati a vederlo. Al fratello sembra dire “Visto che so farlo anch’io?”.

DRAYMOND GREEN 7,5 – In difesa è un mastino, con l’aiuto di Bogut limita Anthony Davis. Fondamentale per gli Warriors, Kerr se ne accorge e lo lascia in campo per ben 42′. Notte da 4/12 per lui, e doppia doppia da 14 punti e 12 rimbalzi.

LEANDRO BARBOSA 7 – Soltanto 15′ per l’ex Phoenix, ma bastano a guidare la rimonta degli Warriors. 12 punti e 5/8 al tiro, e simbolo dello strapotere di Golden State.

STEPHEN CURRY 6,5 – Non la sua miglior partita, ma Curry è sempre Curry. Nel secondo quarto scherza Davis, ad un minuto dal termine della gara assist pazzesco per la schiacciata di Andrew Bogut.

ANTHONY DAVIS 6,5 – Si scatena nel primo tempo, ma nella ripresa viene cancellato difensivamente dalla straordinaria prova della coppia Green-Bogut. I suoi 26 punti e 10 rimbalzi non bastano ai Pelicans per espugnare la Oracle Arena.

ERIC GORDON 6,5 – Primo quarto magnifico: con 4/5, 3/3 da 3 e 11 punti contribuisce al break di 14-0 che vale il +13 New Orleans. Spaventa la marea gialla, ma la sconfitta rovina la sua grande prova.

@PepLandi

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