Antonio Casu
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Valentino Rossi e Diego Maradona: così uguali, così diversi

Ci sono molti modi per essere campioni

Valentino Rossi e Diego Maradona: così uguali, così diversi
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Nel 1986 Valentino Rossi aveva sette anni. Mentre il padre Graziano gli raccontava qualche aneddoto sulla sua esperienza nel motomondiale, un campione argentino conquistava il mondo. Quello sportivo era Diego Armando Maradona, massima espressione nella storia del gioco del calcio. Genio e sregolatezza, vizi e virtù, dribbling su dribbling. Un po’ come Valentino Rossi, dieci anni dopo. Nel 1996 il fenomeno di Tavullia partecipava al suo primo mondiale. Dribbling su dribbling, ma in moto. Aveva solo 17 anni. Un ragazzino. Un ragazzino geniale. Maradona, intanto, aveva già smesso di calcare i campi da calcio. Che peccato. Vent’anni dopo, o giù di lì, i destini dei due campioni si sono ricongiunti. Era ieri. Valentino Rossi da Tavullia saliva sul gradino più alto del podio, ancora una volta. In Argentina. Aveva addosso la maglia di Maradona. Un mito omaggiava uno dei suoi miti d’infanzia. Eppure sono così diversi. Oppure no? Sì, forse sì. Valentino Rossi è ancora il migliore, a 36 anni. Il talento non è sufficiente, se non è supportato da una preparazione fisica impeccabile ed una determinazione da highlinder. Maradona preferiva vivere sui rettilinei, stravolgendo le traiettorie a modo suo. Un talento puro, mal supportato dalla condizione atletica. Gli allenamenti non facevano per lui. Era un diamante grezzo, il gioiello più luminoso. Senza fatica. Eppure sono uguali, in fondo. I campioni, quelli veri, parlano la stessa lingua, quella dell’imprevedibilità. Il circuito della vita sportiva può essere percorso in mille modi, ma i migliori raggiungono lo stesso traguardo. Nonostante tutto. Fenomeni inspiegabili, bellissimi per questo.

@antoniocasu_

 

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