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Derby, la medicina per le difese milanesi

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Le difese del derby di inizio 2015

Trovata la nuova cura per il reparto difensivo di Inter e Milan: giocare il derby. E’ questa la soluzione che i due allenatori hanno trovato per evitare che le critiche sui loro sistemi di protezione dei portieri. Basta trovare un attacco sterile e privo di idee. Semplice ma geniale.

BALUARDI DIFENSIVI – Se Inzaghi volesse vedere il bicchiere mezzo pieno (ma quando mai non lo ha fatto?), dovrebbe partire dal fatto che il Milan è finalmente riuscito a tenere la porta inviolata, come è accaduto soltanto due volte in questo 2015, contro Chievo e Cesena. La prima e la quarta nella graduatoria del peggior attacco di Serie A, tanto per intenderci. Numeri simili a quelli dei nerazzurri, che prima di ieri sera avevano regalato ad Handanovic la soddisfazione di non dover raccogliere la palla in fondo al sacco soltanto in tre uscite da gennaio a questa parte. Nella notte di San Siro i vari Ranocchia, Vidic e Juan Jesus sono sembrati esperti strateghi dei movimenti per difendere la porta dagli assalti dei nemici. Peccato che non sia andata proprio così.

Philippe Mexes, roccioso difensore del Milan, è l'emblema del derby di ieri sera

Philippe Mexes, roccioso difensore del Milan, è l’emblema del derby di ieri sera

CERCASI QUALITA’ – L’impressione che il derby non avrebbe visto protagonisti giocatori di altissima qualità era stata confermata dalle formazioni. Da una parte Gnoukouri e Medel garantiscono quantità ma non certo invenzioni di alta classe, dall’altra gli operai Poli e De Jong corrono tanto ma non sembrano in grado di tirare fuori il cappello dal cilindro. Il Kovacic versione pulcino bagnato gettato in un combattimento clandestino e l’Hernanes arrugginito, uniti ad un Bonaventura generoso ma poco incisivo hanno fatto il resto. A questo derby mancava qualità. E se la stracittadina non vedeva uno 0-0 dal lontano 2004, la possibilità che con queste rose la sfida a reti bianche diventi una costante è concreta. Anche perché negli ultimi sei scontri diretti solo 2 volte si è segnato più di un gol. In entrambi i casi è finita 1-1. Effetti collaterali di una crisi tecnica che sta investendo il capoluogo lombardo.

MEXES, UNICO BOMBER – Non è un caso se l’unico giocatore in grado di infilare la palla in rete in un’azione non viziata da fuori gioco sia stato Mexes. E la porta era quella sbagliata. Il francese non è certo un novellino, e quando viene chiamato in causa per partite nervose e mascoline come il derby si sente a casa. Quando fiuta il profumo dei polpacci delle punte avversarie da gustare a suon di tacchetti si carica. A volte anche troppo, e Mauri lo sa. Ma se l’unico in grado di battere Diego Lopez è stato lui un motivo ci sarà. Su un pallone innocuo, senza pressioni, per giunta. Il gol è stato annullato e le polemiche non cambieranno risultato e forma di un derby. Né restituiranno alla Milano calcistica i giocatori in grado di costruire un muro davanti alla porta. Pensate a come si sarebbero trovati Icardi e Menez di fronte a Thiago Silva e Nesta o Samuel e Lucio. Lo 0-0 sarebbe stato inciso a fuoco sul tabellone. Ma per (s)fortuna erano altri tempi. Erano altri derby.

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