Manlio Mattaccini
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Le 5 penalizzazioni più clamorose degli ultimi 20 anni

Dal Totonero bis a Scommessopoli passando per il celebre Calciopoli: gli effetti della giustizia sportiva sul campo delle squadre "incriminate"

Le 5 penalizzazioni più clamorose degli ultimi 20 anni
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Il Parma, molto presto, abbandonerà la serie A. Troppi sono i punti di penalità, diventati sette, per salvare oltre la faccia pure la categoria. Lucarelli e soci stanno affrontando con dignità l’ultimo scorcio di Campionato: il caso ducale è senza dubbio il appariscente ma non l’unico in questa dannata annata. Su Brescia e Varese in B, Reggina e Pro Piacenza in Lega Pro(prese a esempio), grava un vario fardello di penalizzazioni che vanifica l’impegno quotidiano sul campo. Si tratta, com’è noto, di sanzioni dovute ad inadempienze economiche delle società. Ma il nostro calcio, in un passato nemmeno troppo remoto, ci ha folgorato con tribolate vicende che hanno coinvolto, verticalmente, tutto il gioco delle parti. Da questo punto di vista, non ci siamo certo annoiati: senza andare oltre l‘ultimo ventennio, gli scandali per illecito sportivo hanno, in certi casi, rivoluzionato la geografia del pallone italico. Per alcune società coinvolte nel Totonero Bis (1986), Calciopoli (2006) e Scommessopoli (2011-12), la stagione successiva è stata pesantemente influenzata dalla mano dei tribunali. Come accade nello sport, e nella vita, non sempre le vicende negative abbattono un gruppo di uomini alla ricerca di un riscatto. Vediamo, nello specifico, com’è andata a cinque squadre della nostra serie A.

SIENA: -6 (2012/13) – Iniziamo dalla società toscana, che aveva appena conquistato sul campo un’ottima salvezza. Nell’estate 2012 i bianconeri risultano coinvolti nel terzo filone d’indagini della vicenda Scommessopoli riguardante la stagione in B 2010/11, quella con alla guida Antonio Conte. Il tecnico, balzato alla Juve, non potrà allenare per quattro mesi: ai toscani, gravati di responsabilità oggettiva, vengono inflitti 6 punti di penalità da scontare nel campionato a venire. Inizia la stagione e per il gruppo allenato da Serse Cosmi sono subito dolori: il gap sembra incolmabile, e prima di Natale, a farne le spese è proprio il tecnico. Sulla panchina arriva Beppe Iachini, e il mercato di gennaio porta in dote un tale Emeghara: il suo apporto realizzativo è notevole e la squadra ritrova entusiasmo e soprattutto scala posizioni. L’incredibile salvezza alla 32^ giornata sarebbe cosa fatta: la squadra, con 30 punti, è al quart’ultimo posto. Ma saranno sei sconfitte consecutive nelle ultime sei gare ad affossare il sogno. La classifica dirà che i 36 punti conquistati sul campo non sarebbero comunque bastati per mantenere la categoria.

ATALANTA: -6 (2011/12) – La “regina delle provinciali” di mister Colantuono ha iniziato il campionato, nel settembre di quattro anni fa, col fardello di 6 punti in meno sul groppone. Il motivo è presto detto: il coinvolgimento di alcuni suoi tesserati, tra cui il capitano Doni, nel primo filone d’inchiesta nel Calcioscommesse. Una mazzata notevole per una neopromossa che vede subito in salita il percorso verso l’obiettivo di stagione. La squadra però reagisce alla grande, e si rimette in scia, dopo poche giornate, alle ultime della graduatoria. I nerazzurri non si fermano e concludono il girone d’andata con un buon margine sulla terz’ultima. Spinti dalla vena realizzativa del Tanque Denis, autore di 16 reti, gli orobici si assestano nel centro classifica e vogliono realizzare addirittura il record di punti. Ma, come nel girone d’andata, nelle ultime tre gare contro Milan, Lazio e Juventus arriveranno altrettante sconfitte. Il Campionato è concluso a quota 46: i 52 sul campo stabiliscono, di fatto, il proprio bottino più consistente mai raggiunto sinora.

Ciccio Graziani, in azione con la maglia dell'Udinese

Ciccio Graziani, in azione con la maglia dell’Udinese

UDINESE: -9 (1986/87) – Entriamo in un’altra dimensione: quella della serie A a 16 squadre e dei due punti a vittoria. Facile pensare come una simile penalità di 9 punti sia davvero quasi una condanna ancor prima di affrontare le 30 partite in programma. La squadra friuliana è tra le maggiori imputate per la vicenda Totonero-Bis, nel quale il proprio manager Tito Corsi verrà squalificato per 5 anni. I bianconeri allenati da “Picchio” De Sisti hanno uno Zico in meno e un Ciccio Graziani in più, sebbene a fine carriera. La “mission impossible” sembra comunque fattibile: la squadra, al termine del girone d’andata, conquista 14 punti sul campo e dista sei lunghezze dal quart’ultimo posto. Nelle gare di ritorno i bianconeri non confermano il buon trend, e nonostante il discreto apporto realizzativo di Graziani, la retrocessione si materializza con alcune giornate d’anticipo. Con nove punti in più i friuliani si sarebbero salvati: a retrocedere sarebbe stato l’Empoli, che mantiene la categoria siglando (pensate) la pochezza di 13(!) gol totali.

REGGINA: -11 (2006/07) – E arriviamo dunque a Calciopoli e alla sua ondata di sentenze storiche. Il simbolo dello scandalo, la Juventus, finisce dritta dritta in cadetteria: ma una punizione esemplare, e sulla carta mortifera, arriva pure per la società calabrese: ai nastri di partenza della stagione, la squadra parte con un imbarazzante -15. In un torneo comunque anomalo data l’assenza dei bianconeri, il ripescaggio del Messina e diverse altre squadre afflitte da penalità, gli amaranto credono nell’impresa e iniziano a colmare il distacco. Alla 16^ giornata dall’Arbitrato del Coni arriva una piccola grande mano: la penalizzazione da 15 passa definitivamente a 11 punti. E questa “riduzione” di pena si rivelerà decisiva per la squadra, che comunque spinta dall’accoppiata Bianchi-Amoruso (35 gol in due) viaggia ormai sempre al di sopra della linea di galleggiamento. Il capolavoro arriva nelle ultime 8 giornate, dove i calabresi ottengono 14 punti: la ciliegina sulla torta è il pareggio ad Empoli alla penultima per 3-3 dopo essersi trovati sotto di tre gol. I punti sul campo saranno 51: tuttavia, senza l’intervento dell’Arbitrato a dicembre, sarebbe stata serie B.

FIORENTINA: -15 (2006/07) – Tra le due stagioni a cavallo di Calciopoli, la Fiorentina ha accumulato complessivamente 45 punti di penalità, diventando ufficialmente il club finora più “decurtato” della serie A. Il -19 inflitto all’inizio del campionato 2006/07 avrebbero comunque reso “viola“…chiunque. Una brutta botta per una squadra che si era guadagnata il quarto posto e l’accesso ai preliminari di Champions. Inutile dire che con questo gap qualsiasi discorso europeo sarebbe precluso: la squadra, rimasta comunque di valore, ci mette un pò a metabolizzare la nuova realtà e subisce tre sconfitte nelle prime quattro gare. A fine ottobre, come accaduto per la Reggina, le vengono restituiti quattro punti: la Viola respira e inanellerà una serie di nove risultati utili consecutivi. Il talento dell’accoppiata Toni-Mutu si affila di gara in gara: il centravanti, alla sua ultima stagione italiana prima di approdare al Bayern, segnerà insieme al compagno di reparto 16 gol a testa. Un incredibile girone di ritorno, fatto di 39 punti, qualificherà i toscani alla Coppa Uefa. Per conquistarsi, di diritto e di fatto, l’accesso in Champions, si dovrà attendere ancora una stagione: quella della rovesciata all’ultima giornata di Osvaldo.

Manlio Mattaccini

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One Response to Le 5 penalizzazioni più clamorose degli ultimi 20 anni

  1. Antonio 19 aprile 2015 at 12:16

    Manca il Catania stagione 2013-2014 – La squadra etnea comincia il campionato col gap di meno 3-4 giocatori in squadra ogni partita: Leto, Monzon, Peruzzi, Andujar Tachisidis, Guarente, Castro, Doukara solo per citarne alcuni. Inoltre la gestione societaria è affidata al Re Mida al contrario Pablo Cosentino. L’impresa titanica svanisce per pochi punti in uno dei campionati più scandalosi degli ultimi 120 anni di serie A.

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