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Bonaventura esonera Inzaghi in puro stile Milan

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Giacomo Bonaventura, anch'egli, come Cerci, soffiato dal Milan ai cugini dell'Inter.
Inzaghi: Bonaventura mette la parola "fine" sulla sua carriera al Milan

Inzaghi: Bonaventura mette la parola “fine” sulla sua carriera al Milan

Se l’esonero (o addio) di Inzaghi a fine stagione fosse quotato nelle ricevitorie, sarebbe il momento di investirci, casa, macchina, parenti e carriera: Pippo ha finito il suo tempo, Mr. B. gli ha dato il benservito.

MR. B., UNO E TRINO – Ovviamente molti penseranno a Berlusconi come mr B. e invece no, o per meglio dire, non solo: Mr B. è innanzitutto Jack Bonaventura, l’ariete scelto dal Cavaliere per dare l’ultima spallata ad Inzaghi, ma anche, più probabilmente, Mr Bee, il magnate forse più vicino all’acquisto dei rossoneri (ma non sono esclusi colpi di scena in corsa) che pretenderebbe, come di norma da ogni nuovo corso, un allenatore che sia un marchio riconoscibilmente nuovo (Spalletti? Il ritorno di Ancelotti? Certo non Sarri, come già spiegammo). Infine, ovviamente, Silvio, che lungi dll’esporsi in prima persona nell’esonero di un allenatore (Terim fu forse l’unica eccezione) manda avanti Galliani o i giocatori per minare i rapporti con la stampa e poi comunicare l’esonero come necessario.

BONAVENTURA FELIX – Lungi quindi dall’essere uno sfogo sfuggito al rigido apparato stampa rossonero, la dichiarazione di Bonaventura (“il tour natalizio è stata solo pubblicità, non siamo stati a fare un vero e proprio richiamo di preparazione, per questo ci sono tanti infortuni”) è semplicemente l’esempio classico della chiusura dell’esperienza rossonera di Inzaghi: solo lui infatti è il responsabile degli allenamenti (altrimenti di che si dovrebbe occupare?) ed è stato lui ad accettare la tournèè invernale nei paesi caldi (che, in vista di un certo tipo di peparazione ha il suo senso: il calcio non è l’atletica, ma i muscoli del corpo umano quelli sono e andate a chiedere dove fanno preparazione invernale quelli che si allenano per le Ompiadi…). Fermo restando che quindi l’unica cosa che ha mostrato Bonaventura è che i calciatori e la conoscenza/cura del proprio corpo sono due rette parallele destinate ad incontrarsi solo a fine carriera, qualcuno dovrebbe spiegare come mai il Real, che ha fatto la stessa preparazione atletica invernale del Milan, negli stessi posti, (e si sono anche sfidati), non si lamenti delle assenze o degli infortuni. Evidentemente il problema non è la preparazione ma chi la gestisce, e lo staff sanitario è legato all’allenatore non alla società. Emblematico il caso di Guardiola e dello staff medico del Bayern, tra i più preparati al mondo.

 MORALE DELLA FAVOLA- Se volete aumentare la scommessa di prima, puntate anche sulla permanenza di Berlusconi in quota maggioritaria al Milan, almeno per un altro anni. Nessuno meglio di lui sa cosa vuol dire comunicare un’azienda, e nessuno meglio di lui saprebbe inserire un investitore straniero nel mondo del pallone. Non so quanto valga questa doppia, né chi la quoterà, ma la consiglia Bonaventura, e il calcio scommesse non c’entra nulla…

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