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Ti Porto via dall’Inter: Quaresma come Juary

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Ricardo Quaresma, protagonista della sfida contro il Bayern Monaco

Per un’Inter che non vince, c’è un ex nerazzurro che gongola. Se non è ancora una legge matematica poco ci manca. A festeggiare questa volta è Ricardo Quaresma, vero e proprio fallimento di mercato della prima stagione di Mourinho a Milano.

LA TRIVELA – Sono sicuramente pochi i tifosi nerazzurri che seguono con costanza quest’edizione della Champions League. E sono ancora meno quelli che hanno scelto ieri di seguire un Porto-Bayern Monaco sulla carta meno emozionante della supersfida di Parigi. Ma quei pochi coraggiosi ieri non hanno passato una bella serata. Il grande protagonista, proprio il nostro Quaresma, ha siglato una doppietta pesantissima contro i tedeschi, due macigni che rischiano di soffocare l’armata di Guardiola. E in che modo: freddezza dal dischetto, lucidità sotto porta, tecnica, qualità immense. Ma in particolare quel tocco d’esterno preciso, quella trivela che aveva fatto impazzire Mourinho.

Ricardo Quaresma ai tempi della sua deludente parentesi all'Inter

Ricardo Quaresma ai tempi della sua deludente parentesi all’Inter

IL RICARDO NERAZZURRO – Impazzire è il termine giusto, dato che lo Special One aveva fatto spendere ben 16 milioni più Pelè, giovane valutato sui 6 milioni. Con il gol all’esordio contro il Catania, ottenuto tra l’altra proprio grazie al suo marchio di fabbrica, Quaresma sembrava destinato a diventare un simbolo di un’Inter tanto portoghese. Sembrava, appunto. Da quel momento le prestazioni di Ricardo sono state così deludenti da convincere Mourinho a lasciarlo in prestito per mezza stagione al Chelsea, dove giocò solo 4 incontri senza lasciare il segno. L’anno dopo, gli 11 gettoni in campionato testimoniarono quanto l’ala fosse fuori dal progetto. Bene così, se si pensa che quella fu la stagione del triplete. Molto meno bene vedendo questo Quaresma. L’uomo che abbatte il Bayern Monaco e avvicina il Porto ad una semi finale su cui neanche il tifoso più ottimista avrebbe scommesso. Ma “il trivela” è sempre stato così. Poco costante, poco affidabile, maledettamente bravo a risolvere certe partite con un colpo di classe. Anche senza.

FANTASMA JUARY – Sfogliate l’amarcord, rinfrescate la memoria. Perché la resurrezione di Quaresma al Porto non è la prima di un ex nerazzurro. Correva il lontano 1982, e l’Inter acquistava un gracile attaccante dell’Avellino. I 13 gol con la maglia degli Irpini non avevano convinto la dirigenza dei milanesi, che volevano cederlo in cambio di una punta del Cesena. La trattativa fallì, e il neo acquisto giocò la stagione successiva siglando 2 reti in 21 presenze. Troppo poco per essere considerato degno di giocare ad alti livelli. O forse no. 4 anni dopo il suo arrivo a Milano il gracile attaccante segnerà un gol in Champions League. Il suo nome era Juary, e quel gol era il 2-1 a dieci minuti dalla fine. Contro il Bayern Monaco. Nella finale che valeva il titolo europeo. Non era una trivela, ma non poteva esserlo. Allora Quaresma era appena un bambino. E non sapeva che quasi trent’anni dopo avrebbe gettato nello sconforto i tifosi della stessa squadra. Anzi, delle stesse squadre.

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