Marco Telluri
No Comments

Barcellona, il fantasma di Pep aleggia ancora sulla squadra di Luis Enrique

A quattro anni di distanza lo schema di gioco del Barcellona sembra ancora risentire dell'influenza di Guardiola, allenatore attualmente in forza al Bayern

Barcellona, il fantasma di Pep aleggia ancora sulla squadra di Luis Enrique
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Son passati ben tre anni dall’addio di Pep Guardiola al Camp Nou, un triennio che ha visto alternarsi allenatori anche di un certo calibro quali Tito Vilanova, Gerardo Martino fino ad arrivare all’attuale allenatore dei blaugrana Luis Enrique, eppure l’eco del tiki-taka brevettato da Pep sembra non esaurirsi più; una filosofia di gioco che è ormai diventata un mantra per i catalani, fedeli al credo del possesso palla.

Pep Guardiola, allenatore del Bayern Monaco

Pep Guardiola, il tiki-taka del Barça è opera sua

LA GRANDEZZA DI PEP – I luoghi comuni sul Barcellona e soprattutto sul suo modo di scendere in campo ce ne sono a bizzeffe. Commentatori e analisti da anni non fanno altro che prostrarsi ai piedi dei vari interpreti fenomenali del Barca dimenticando che l’impalcatura di questa costruzione che rasenta la perfezione è frutto della lungimiranza di un visionario come Guardiola. Pep nel suo mandato al Barcellona non ha solamente vinto tutto ciò che c’era da vincere ma, alla stregua di Jack Raynolds e Arrigo Sacchi ossia i padri fondatori del calcio moderno, ha dato i natali ad una nuova scuola di pensiero, una filosofia di gioco quasi utopistica che vuole 11 “attaccanti” nel rettangolo di gioco. Idee ad ogni modo fuori dalla norma e, come tali, destinate a dividere l’opinione pubblica.

NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’ – La scelta di un allenccccatore come Luis Enrique palesa il fatto che, nonostante i diversi tentativi di rottura col passato, la piazza è rimasta fedele al gioco di Pep Guardiola; l’attuale allenatore del Barça è cresciuto infatti all’ombra di Pep assimilando ogni sua idea, basti pensare che nella sua sciagurata esperienza a Roma egli cercò di trapiantare in tutto e per tutto il modello Barca a Trigoria. Tuttavia Luis Enrique dovrà, per forza di cose, inventarsi qualcosa di nuovo al fine di rimanere sulla cresta dell’onda; per ora le differenze col barca del triennio d’oro vanno ricercate solamente nel mercato, non è un caso che da quando se ne è andato Pep il barca non ha fatto altro che investire fior di milioni per ripianare a stagioni deludenti. I vari Neymar, Suarez e Messi non aspettano altro che venga consegnato loro uno spartito da suonare per tornare a strabiliare il mondo come ai tempi della celestiale sinfonia di Guardiola.

Marco Telluri

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *