Giulia Cassini
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Apricale, borgo del X secolo, paese d’artisti

Uno scrigno di opere d'arte, di sapori e di profumi a pochi minuti dal litoraneo ligure

Apricale, borgo del X secolo, paese d’artisti
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Apricale atelier A

Apricale atelier A

Apricale con le sue fasce che respirano il profumo del mare non così lontano, provincia d’Imperia con la Francia vicina, Apricale con le case in pietra addossate l’una sulle altre, Apricale con  i dedali di carugi, con il borgo del X secolo tenuto come un gioiello.

IL BORGO – Apricale del Castello dei Conti di Ventimiglia e poi dei Doria, della Chiesa Parrocchiale e quella della Madonna degli Angeli che ospitano affreschi dal 400 al 700, dell’Oratorio di San Bartolomeo e dell’inquietante Museo del Boia è un posto unico. Apricale con i suoi murales che non temono il tempo a ravvivare le facciate delle case abitate da turisti di tutto il mondo e da artisti, Apricale, Bandiera Arancione del Touring Club, della “Strada dell’Olio” e del “Teatro della Tosse” estivo ed itinerante, della sagra della pansarola con lo zabaione, dei gusti decisi dove a far da padrona è l’oliva e l’olio extravergine. Le principali risorse economiche di Apricale sono l’agricoltura e il turismo culturale.

L’ATELIER A- Apricale come Atelier A, cioè l’innovativa residenza d’artista aperta tutto l’anno. Agli artisti qui si dà ospitalità gratuita e la possibilità di lavorare ad un progetto e poi di esporre e condividere con il territorio. E’ una forma di accoglienza a baratto con un’opera, che rivela la grande apertura mentale ed il mecenatismo dell’art director Roberta Agostini e del visual designer Gabriele Rosso, entrambi giovani ma già affermati. La struttura nel centro di Apricale ha inoltre a disposizione il laboratorio di ceramica comunale attrezzato. Attualmente ospita la norvegese Jorunn Mulen , per cui basta un piccolo particolare del luogo a suggerire il movimento e la traccia che inesorabilmente porta con sé, non cercando la perfezione dei tratti ma la sintonia con lo spirito, la verità delle impressioni fenomeniche dell’esperienza, come se l’immaginazione fosse essa stessa parte della realtà. Nell’Atelier A sono inoltre visitabili le opere degli artisti ospitati ad Apricale dal 2012 ad oggi, a celebrare la forza d’ispirazione di un luogo incantato ed ancora non commerciale, incontaminato.

 

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