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Tour de France, il pagellone di SportCafè24. Promossi e bocciati

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PARIGI, 23 LUGLIO – Il Tour de France 2012 è terminato. Ci ha lasciato emozioni, sapori e sensazioni che solo una corsa con cotanta storia e tradizione può dare. Il prestigio della Grande Boucle è imprescindibile. Lasciamo ad altri le dichiarazioni che vogliono il Tour appena terminato noioso e mancante. Diamo spazio invece all’obiettività, dando i voti dei protagonisti arrivati fino agli Champs-Élysées, ricordando con piacere le imprese e le delusioni che ci hanno regalato.

Wiggins, voto 10 – Non potevamo non partire da lui, il vincitore. Bradley, tutto basette e stile british, ha trionfato meritatamente. Passerà alla storia come il primo britannico a vincere il Tour. Ha dimostrato un’intelligenza e una padronanza fuori dal comune, gestendo al meglio le situazioni più complicate. Cronoman straordinario, ha avuto dalla sua anche l’aiuto di una squadra di campioni. Ma l’impressione è che questo Tour sarebbe stato suo anche senza l’aiuto dei compagni. Certo non c’è la controprova, ma il modo in cui ha controllato gli avversari sulle salite e la maniera in cui ha vinto le due prove a cronometro , quelle di Besançon e di Chartres, sono una chiara dimostrazione della sua forza in bicicletta. Siamo curiosi di vederlo a confronto con Contador, con Andy Schleck e col futuro Nibali. Comunque sia, promosso a pieni voti.

Froome, voto 10 –  E’ stata senza ombra di dubbio la rivelazione del Tour. Gregario di lusso per Wiggins, secondo in classifica generale. Nell’ambiente del ciclismo, molti conoscevano il suo potenziale e parecchi sentivano parlare di questo ragazzo britannico nato a Nairobi. Ora, tutti l’hanno visto. Ed è stato uno spettacolo. Ha chiaramente dimostrato di essere il più forte in salita, almeno per quanto riguarda questa corsa. In casa Sky l’hanno sempre frenato e lui ha sempre detto di essere al servizio del suo capitano. Ma una certa vocina ci dice che il ragazzone avrebbe voluto tentare l’assolo in più di un’occasione e avrebbe potuto anche vincerlo questo Tour, se solo avesse indossato una maglia diversa. Certo è che sarà dura rivedere Wiggins e Froome nello stesso team in futuro. Il domani è tutto per lui. Destinato a lottare con i grandi per vincere le grandi corse. Promosso senza indugi.

Sagan, voto 10 – Condivide con Froome lo scettro di rivelazione. Ragazzo cresciuto con lo sport nel sangue, ha provato col calcio, con la mountain bike e persino con lo sci. Alla fine la bici da strada è diventata la sua vita. E’ evidente che la scelta l’ha fatta bene. Vince tre tappa, la Liegi-Seraing, la Orchies-Bologne sur mer e la Epernay-Metz. Semplicemente strepitoso, se si considera che era al suo primo Tour. A 22 anni, passa da promessa a fantastica realtà, dimostrando di poter vincere tante classiche in carriera. L’apoteosi la ottiene portando a casa la prestigiosa maglia verde, quella del leader della classifica a punti. Curiosità: tra un paio d’anni lo vedremo battagliare con Moreno Moser. Spettacolo puro. A proposito, promosso.

Nibali, voto 9 – Il messinese è il terzo della generale e ci fa un enorme piacere. Riesce a dare un pizzico di pepe ad una corsa altrimenti già scritta. I suoi scatti sono gli unici a tentare di contrastare gli uomini Sky. Peccato che il gradino del podio sia il più basso. Promosso, con grandi aspettative dal futuro.

Cavendish, voto 9 – E’ una saetta, c’è poco da dire. Vince tre tappe in volata, tra cui una pazzesca a Brive la Gaillarde, che rimarrà nella storia. Per il quarto anno consecutivo alza le braccia a Parigi, roba da matti. E semmai ce ne fosse stato bisogno, dimostra di essere il numero uno dei velocisti, vincendo anche senza un vero treno a tirargli le volate e a chiudergli le fughe. Davvero un cobra delle volate. Lungi fare paragoni con Mercx, però è uno dei migliori velocisti da tutti i tempi. Promosso.

Voeckler, voto 9 – Vince due tapponi, Macon – Bellegarde sur Valserine e la Pau-Bagneres de Luchon. SI porta a casa la prestigiosissima maglia pois di miglior scalatore. L’impresa del tappone pirenaico rimarrà nella memoria di tutti. E ad un certo punto non si capisce perchè questo corridore sia tanto antipatico ai francesi, che lo accusano per le sue smorfie e per la sua presunzione. Sarà vero, ma preferiamo concentrarci sui suoi polpacci, duri come il marmo ed elastici come delle molle. Promosso.

Greipel, voto 8,5 – D’accordo, vince tre tappe in volata, di cui una al fotofinish su Sagan. Ma ha un vantaggio enorme: una squadra che corre solo per lui, a differenza di Cavendish e Sagan. Ha avuto dei compagni di squadra che, nei giorni giusti, facevano l’andatura, troncavano le fughe e tiravano le volate fino a 200 metri dall’arrivo. Perciò promosso, ma con un 8,5.

Vinoukurov, voto 9 – Probabilmente servirebbe la cryptonite per sconfiggerlo. Super-Vino a 39 anni sorprende tutti, andando in fuga in 6 tappe 6. Incredibile. Peccato davvero che manche la vittoria. Promossissimo.

Evans, voto 5 – Davvero deludente l’ex maglia gialla. Va in crisi su entrambi i tapponi pirenaici e non fa la differenza nemmeno a cronometro. Nella prima arriva addirittura dietro a Nibali. E’ la dimostrazione del tramonto di un campione. Purtroppo, bocciato.

Menchov, voto 5 – Anonimo, non pervenuto. Ci si aspettava davvero qualcosa di piu da lui. Perlomeno, una volta uscito di classifica, poteva puntare ad una vittoria di tappa. Invece il nulla davvero poco. Bocciato.

Farrar e Goss, voto 5 – I due velocisti più deludenti. Erano attesi, considerati i migliori dopo Cavendish. Per Goss solo qualche misero piazzamento. Il Tour di Farrar invece è completamente da dimenticare. Praticamente invisibile. Bocciati.

Sky voto 10 – D’accordo, sono la squadra più ricca del Tour e forse una delle più ricche mai costruite. Però i soldi bisogna saperli spendere. Prendete il campione di Finlandia (Rogers), il campione di Norvegia (Boasson Hagen) e aggiungeteci un tre volte campione del mondo (Cavendish), Wiggins e Froome. Questo significa saper spendere i soldi. Di conseguenza dominano il Tour in lungo e in largo. Promossi.

Europcar, voto 9 – E pensare che al Tour non dovevano esserci. Pensate cosa ci saremmo persi! Tre vittorie di tappa, 2 con Vockler e una con Rollande, una maglia a pois, quella di Voeckler, e tanto tanto spettacolo. Promossi.

Antonio Fioretto

 

 

 

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