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Calcio Estero

Aguero, un latino che balla il tango nella terra del rock ‘n’ roll

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Aguero, 100 gol con il City

Pensateci un secondo, ma come potrà crescere un bambino che ha come nonno Maradona, come padrino Messi e come padre Aguero? Io, personalmente, ho paura di ciò che potrebbe venir fuori. Comunque apparte gli scherzi, di bidoni figli di campioni la storia ne conosce fin troppi, non focalizziamo le attenzioni e le aspettative sul figlio del Kun, concentriamoci sul padre, che ieri ha raggiunto quota 100 gol col Manchester City. Ha rotto il digiuno, che durava da diverse partite, nella partita più sentia dell’anno: il derby ad Old Trafford. Poco male, il match l’ha vinto Van Gaal e compagnia, meritatamente, ci mancherebbe, per 4-2, ma Aguero ci ha provato a riagguantare la partita, purtroppo con esito negativo. Quando un campione del suo calibro arriva a traguardi del genere, solitamente, ci si ferma e si fa una riflessione su quanto fatto fin ora dal soggetto chiamato in causa. Ma ad uno così cosa gli vuoi dire, questo dove va sfonda tutto, ha vinto un campionato da solo buttando giù la porta all’ultimo secondo, soffiando il titolo proprio ai concittadini dello United. È un mostro, gli manca solo il mondiale il mondiale e la Champions per fare il botto definitivo. C’è solo da applaudire uno così, un giocatore d’altri tempi, un latino che balla il tango nella terra del Rock n’roll. Quando si parla di grandi campioni solitamente non si tiene conto di Aguero, lui è uno di quelli che agisce sotto traccia, un po in incognito. Al Kun però, sotto sotto, la fama non interessa, lui sa già, che nell’olimpo del calcio, ci entrerà dalla porta principare. Il ragazzo si diverte, lasciamolo giocare.

Edoardo Baracco

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