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Da motore d’Italia a rottame: la crisi del calcio in Lombardia

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L'Inter è lo specchio della crisi del calcio in Lombardia.

C’era una volta la Lombardia padrona del calcio italiano. Ricca, florida, prestigiosa e capace di portare in Serie A ben 5 squadre contemporaneamente (stagione 2002/03). Un movimento perfetto, con Atalanta e Brescia costantemente nei salotti buoni del Football Made in Italy, saltuarie apparizioni nella massima serie di Como e Cremonese, puntate in cadetteria di piccole terribili come Alzano, Monza e AlbinoLeffe (con questi ultimi a più riprese vicini alla storica promozione in A). Sopra tutti, l’eccellenza rappresentata da Inter e Milan, a certificare come i lombardi did it better. Ora però la situazione si è rovesciata, e quella che storicamente viene inquadrata come la capitale economica del Bel Paese sta vivendo una crisi senza precedenti.

Il Brescia di Caracciolo rischia di tornare in Lega Pro dopo 30 anni.

Il Brescia di Caracciolo rischia di tornare in Lega Pro dopo 30 anni

SOTTO GLI ICEBERG IL GELO – Inter e Milan sono solo la punta dell’iceberg, ma rendono bene l’idea di ciò che sta accadendo in Lombardia. Due società da sempre impregnate di milanesità sono oggi immerse dai debiti e obbligate a cedere a colossi esteri. Moratti ha già fatto il grande passo (anche se i rumors delle ultime ore lascerebbero presagire un ripensamento), mentre Berlusconi sta lentamente cedendo alle lusinghe orientali. Il Milan svenduto (profumatamente) ai cinesi come un qualsiasi bar di periferia, roba impensabile fino a pochi anni fa. Anche a Bergamo, tornando al nerazzurro, le cose non vanno meglio. La proprietà è si solida, ma il campo vede una bagarre per non retrocedere sempre più incerta, nonostante il cambio di tecnico. L’Atalanta non disputa la Serie B  da 5 anni, e anche se dopo le ultime due retrocessioni la Dea ha sempre poi vinto il torneo successivo, il futuro rimane un’incognita.

DESOLAZIONE PROVINCIALE – Proprio nella seconda serie si stanno consumando i due drammi sportivi principali. Il Varese è ultimissimo, mentre dopo 30 anni il Brescia (che in questi decenni ha potuto annoverare tra le sue fila gente come Roberto Baggio, Pep Guardiola e Andrea Pirlo) rischia seriamente di tornare in Terza Divisione. Allora era Serie C1, oggi Lega Pro. Proprio nel Girone A di quest’ultima si possono vedere gli unici barlumi di speranza: Como, FeralpiSalò e Pavia – nonostante il punto di penalità – sgomitano per un posto Playoff. Se si guarda la colonna di destra della classifica la situazione torna però desolante: delle ultime 10 compagini ben 8 arrivano dalla regione di Manzoni e Volta. Tra di esse possiamo trovare club ormai falliti, come il Monza, e nobili decadute del calibro di Cremonese e Mantova. Tutte a un passo dal dilettantismo, tutte vicine ad uno storico Default. Nelle categorie inferiori, poi, ogni giorno si perde di vista qualche squadra, inglobata da una crisi economica prima ancora che tecnica. C’era una volta il motore d’Italia, ma adesso tra le mani ci rimane solo un rottame.

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