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Giù le mani dal futuro dell’Inter

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Kovacic e Icardi sono il futuro dell'Inter

L’ennesima annata storta dell’Inter post Triplete ha riportato nuovamente in auge il vento della rivoluzione. Rivoluzione che non coinvolgerà né il tecnico Mancini né la dirigenza, ma che – finalmente – riguarderà soprattutto il parco giocatori che attualmente indossano la casacca nerazzurra. Dopo 5 anni di cambi tecnici, dirigenziali e perfino presidenziali, si è finalmente capito che il problema risiede nella rosa, non all’altezza degli obiettivi fissati dalla società. Il diktat di Mancini è semplice: via i giocatori non da Inter, dentro una manciata di elementi che uniscano qualità a carisma. Una boccata di ossigeno per un gruppo che troppo spesso è apparso spaesato e incapace di fare il salto di qualità.

Kovacic e Icardi nella tournée negli USA

Kovacic e Icardi nella tournée negli USA

I TALENTI NON SI TOCCANO – Migliorare una rosa mediocre vendendo i pochissimi giocatori di livello attualmente in squadra è un controsenso da evitare a tutti i costi, soprattutto se coloro i quali sono indicati come gli agnelli sacrificali hanno rispettivamente 21 e 22 anni. Kovacic e Icardi sono il presente e il futuro dell’Inter e non devono essere toccati dalla rivoluzione che si prepara. L’argentino ha dimostrato a suon di gol e miglioramenti tecnico-tattici di essere uno dei giovani attaccanti più promettenti al mondo, il croato ha vissuto sì una stagione da dimenticare, ma ha talento da vendere e ha solamente bisogno di essere aspettato. Se le voci intorno alla cessione di Maurito si sono spente con il passare delle settimane, quelle che vorrebbero Mateo come il grande sacrificato estivo si stanno moltiplicando di giorno in giorno: il rischio è quello di cedere un giovane fenomeno che non è riuscito ad imporsi a causa di un ambiente non favorevole e di vederlo dopo pochi mesi fare meraviglie in qualche top club europeo (non sono bastate le esperienze Pirlo e Coutinho?). Kovacic ha bisogno di compagni di livello da cui imparare e di poca pressione addosso per poter crescere con calma: Yaya Tourè – per fare un nome che circola molto negli ultimi tempi – sarebbe l’innesto ideale anche per favorire la crescita del croato, che partirebbe magari dalle retrovie, ma che avrebbe la possibilità di imparare da un grande campione e di crescere gradualmente senza l’obbligo di cambiare sempre la partita.

FARE CASSA CON GLI ESUBERI – I giocatori in rosa considerati non da Inter sono tanti e si potrebbe cercare di piazzare loro per ricavare un tesoretto sostanzioso da reinvestire sul mercato. La rosa dei nerazzurri è molto ampia e l’anno prossimo probabilmente il club di Milano non parteciperà alle coppe europee, quindi uno snellimento sostanzioso non sarebbe da scartare. La politica potrebbe essere quella di vendere tanti giocatori mediocri andando ad inserire pochi sostituti ma di livello, sfruttando le poche partite in programma nel calendario dell’anno prossimo.

UN PAIO DI SACRIFICI SONO NECESSARI – Molti giocatori sono in scadenza di contratto, altri porterebbero solo pochi “spiccioli” nelle casse nerazzurre. Un paio di cessioni di livello potrebbero allora essere necessarie, scegliendo tra una lista di giocatori in teoria importanti ma che nella realtà dei fatti hanno deluso: ecco quindi che una decina di milioni si potrebbero ricavare dalla cessione di Juan Jesus o da quella di Hernanes, 15 milioni potrebbero arrivare dalla cessione di Handanovic (lo sloveno non ha deluso, ma ha voglia di giocare la Champions e sarebbe “facilmente” sostituibile, andando magari su un portiere a costo zero), altri 7/8 milioni si potrebbero ricavare vendendo Nagatomo. Da non scartare infine la cessione di Fredy Guarin, rivitalizzato dalla cura Mancini ma lungi dall’essere un giocatore costante e affidabile per far partire la rifondazione nerazzurra.

Che rivoluzione sia quindi, ma che per una volta colpisca coloro i quali non meritano di indossare la maglia dell’Inter, risparmiando invece i giocatori che potrebbero rappresentare il futuro – finalmente più roseo – dell’Inter.

@jacopogino

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