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Roma, James Pallotta e i soliti idioti

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James Pallotta, presidente della Roma

La Roma e il suo presidente, James Pallotta non accettano le decisioni del giudice sportivo in merito alla squalifica per una giornata inflitta alla curva sud dello stadio Olimpico a causa degli striscioni esposti durante il match di campionato contro il Napoli. Ci risiamo. Ancora una volta il calcio italiano fa la sua figuraccia, e ancora una volta si tira in ballo la questione della responsabilità oggettiva, con la quale si penalizza un club e la totalità dei suoi tifosi, per le colpe di pochi.

Gli striscioni esposti dalla curva sud durante Roma - Napoli

Gli striscioni esposti dalla curva sud durante Roma – Napoli

I soliti idioti che non fanno del bene al calcio e dei quali si farebbe volentieri a meno. Il presidente giallorosso non ci sta. Non crede sia giusto che l’intero popolo romanista paghi le colpe di quello sparuto gruppo di personaggi che poco hanno a che fare con il vero tifo. Difficile chiamarli tifosi, più semplice e giusto, definirli idioti. La partita contro il Napoli era considerata a rischio dopo gli eventi nefasti avvenuti prima e durante la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. La morte di Ciro Esposito, la paura di vendette e scontri tra tifosi. I tifosi di Napoli e Roma hanno risposto come si deve. Niente risse, niente polizia in formazione antisommossa. Solo tifo (e qualche coro al limite tra lo sfottò e l’offesa). Poi però, come non dovrebbe accadere, quei soggetti, che non possono essere definiti tifosi, decidono di esporre striscioni contro la mamma di Ciro Esposito. Ne fanno seguito polemiche, l’intervento del legale della famiglia e della signora Antonella Leardi e in fine la decisione del giudice sportivo.

Pallotta è furioso e amareggiato. Intervenuto in una radio locale di stampo romanista, il presidente, ha affermato che la squalifica della curva sud è una ingiustizia contro tutti quei tifosi romanisti che la domenica vanno allo stadio per tifare i propri giocatori e la propria squadra, e che devono pagare per il gesto di pochi stupidi e idioti, sulle azioni dei quali, la società non può esercitare alcun controllo. Controllo che deve essere approfondito agli ingressi dello stadio, dove non deve essere permesso portare all’interno striscioni del genere. E ci risiamo di nuovo. Chi deve effettuare questi controlli? In che modoDifficile dare risposte, se poi all’interno di uno stadio riescono ad entrare petardi, bastoni……e uno scooter che poi viene lanciato dal terzo anello. Le società devono pagare per l’insufficienza di adeguate misure di sicurezza? Pallotta crede di no, e la Roma è molto attiva, tramite Roma Cares, nella lotta al razzismo, bullismo e violenza negli stadi. Non è la prima ne, purtroppo, l’ultima volta che accadono e accadranno episodi del genere. Il calcio e l’anticalcio, il tifoso e l’idiota, la passione e la violenza non possono convivere. Ma questa convivenza esiste e quando si tratta di pagare non esistono distinzioni.

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