Jacopo Bertone
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Da Tim Duncan a Kawhi Leonard: gli Spurs stanno passando di mano

Epocale passaggio di consegna in corso all'ombra dell'Alamo, dove dopo vent'anni il "leader maximo" sta lasciando sempre più spazio all'esplosione dell'uomo da St. Diego State, Kawhi Leonard

Da Tim Duncan a Kawhi Leonard: gli Spurs stanno passando di mano
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Nella società sportiva più vincente dell’ultimo ventennio (questo dicono i sempre sincerissimi numeri) sta accadendo qualcosa di incredibile : Tim Duncan, la faccia dell’organizzazione neroargento, il leader, la leggenda che cammina sta LENTAMENTE passando lo scettro della baracca nelle gargantuesche mani di Kawhi Leonard, già MVP delle scorse finali e recentemente apparso in grandissima forma.

Il ritorno di Leonard è un'ottima notizia per gli Spurs.

Kawhi Leonard, ala piccola dei San Antonio Spurs

IL TRAMONTO – Arrivato ormai alla soglia dei 40, il giocatore caraibico, per altro ancora straordinario dal punto di vista tecnico, sta vedendo inevitabilmente calare il proprio rendimento medio così come i suoi minuti; intorno a lui si vocifera anche di un addio di Ginobili (altro vecchietto deluxe) e addirittura di Gregg Popovich, ancora oggi uno dei migliori coach del pianeta, apparso tuttavia stanco in quest’ultima Regular Season e che ancora una volta porterà San Antonio ai Playoff. Intendiamoci: NESSUNO di questi 3 personaggi ha mai dato qualcosa di inferiore al proprio massimo per la causa texana, sono tutti dei grandissimi e la loro leadership non sarà mai e poi mai in discussione neanche se decidessero di smettere arrancando su treppiedi e carrozzine come i vecchi del Muppets Show. Si tratta solamente di un discorso di buon senso e saggezza, doversi fare da parte prima o poi per il bene di sè stessi e della propria squadra è una mossa dolorosa e al contempo imprescindibile per il bene di un gruppo, a maggior ragione se dietro di te c’è qualcuno all’altezza del compito.

L’ALBA – Duncan è stato GLI SPURS dalla fine degli anni ’90 fino ad oggi: possiede un suo canestro personale al quale è autorizzato a tirare SOLAMENTE lui, gode del rispetto e della riconoscenza di tutti, dalle sue mani sono passati tutti i palloni più importanti della storia neroargento, ma la sensazione è che serva qualcosa di nuovo per poter ripartire da capo e costruire una nuova dinastia, quel qualcosa si chiama Kawhi Anthony Leonard, da Riverside, California. Ala piccola alta poco più di 2 m e con un’apertura alare degna di un aeroplano, l’ex San Diego State è stato l’uomo decisivo per la conquista dell’ultimo titolo grazie a una difesa stoica su Lebron James e a una lunga serie di pregievoli giocate offensive prima di allora mostrate solo in sporadiche occasioni. Quest’anno il rendimento del classe ’91 è stato condizionato da diversi infortuni, ma nell’ultimo periodo si è riportato sul livello dello scorso Giugno e non è un caso che con lui San Antonio abbia una percentuale di vittorie estremamente alta rispetto a quando è assente. Insieme a Parker, sarà lui l’uomo del futuro, anche se già nel presente e nel passato si è comportato più che bene ed è proprio per questo che il “capo” l’ha scelto, perchè rivede sè stesso in quei lunghi silenzi, in quel felling con la vittoria e in quell’animo operaio, caratteristiche da sempre gradite all’AT&T Center!

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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