Giuseppe Landi
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Le 10 retrocessioni più drammatiche della storia della Serie A

Il calcio non è tutto rose e fiori. Si piange per una squadra, per dei colori, per una città, per una fede...

Le 10 retrocessioni più drammatiche della storia della Serie A
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Il calcio si sa, è fatto di alti e bassi. Club che in diverse stagioni salgono sul tetto d’Italia, o quantomeno si inseriscono tra le più forti del nostro Paese, salvo poi cadere nel baratro della retrocessione qualche anno più tardi. Una condanna, a volte ingiusta, per la disperazione dei tifosi, che tante lacrime hanno versato per le loro squadre. Un film drammatico, che ogni tifoso vorrebbe fosse solo un brutto incubo, risvegliandosi la mattina e trovando i proprio beniamini lì, nel calcio che conta, quello della Serie A. Nel corso degli anni però, sono stati numerosi i club d’alto rango a doversi arrendere, pur provandoci finchè la matematica non abbia avuto ragione. Scopriamo ora le dieci retrocessioni più drammatiche della storia del nostro massimo campionato.

Le lacrime di Palombo dopo la retrocessione della Sampdoria

Le lacrime di Palombo dopo la retrocessione della Sampdoria

10) SAMPDORIA 2010-11 – I blucerchiati, dopo essere usciti sconfitti dal doppio confronto con i tedesci del Werder Brema, valido per i preliminari di Champions League, cadono nell’abisso. Addio anche all’Europa League, e soprattutto alla coppia gol Cassano-Pazzini, che proprio l’anno prima avevano trascinato la Samp al quarto posto finale. Senza di loro, il tecnico Cavasin non riesce a centrare la salvezza, scendendo nel campionato cadetto con una giornata d’anticipo, e salutando la massima serie dopo otto anni.

9) PRO VERCELLI 1934-35 – Dopo aver conquistato ben sette scudetti, la Pro si ritrova tra le mani il nuovo fenomeno del calcio italiano e gongola. Silvio Piola nei primi anni ’30 esplode con la maglia dei piemontesi, mettendo a segno ben 51 reti in 127 presenze dal 1929 al 1934. Proprio nel ’34 però l’attaccante viene ceduto alla Lazio e il club perde tutta la sua forza, retrocedendo così in Serie B. Da quel bruttissimo anno la Pro Vercelli non calca il palcoscenico più importante.

8) GENOA 1933-34 – Un anno prima della Pro, è stato il Genoa a cadere nel vuoto. Il club più antico d’Italia (7 settembre 1893), vince ben 9 scudetti, l’ultimo nella stagione 1923-24, ma dieci anni più tardi l’incubo della retrocessione diventa una realtà inspiegabile. Per la prima volta il Grifone dell’allora presidente Alessandro Tarabini scende in Serie B.

7) FIORENTINA 2001-02 – La stagione 1999-2000 sembrava segnare la rinascita del club viola, con il ritorno in Champions League (allora Coppa Campioni) dopo trent’anni, ma l’anno successivo la Fiorentina fallì. Le cessioni di giocatori importanti, come Batistuta, Rui Costa e Toldo furono determinanti in negativo, con la Viola che arrivò penultima retrocedendo in B. Come se non bastasse, il fallimento fu inevitabile, con gli stipendi non pagati ai calciatori la classica goccia che fece traboccare il vaso. Nel 2002 l’inizio dell’era Della Valle con la risalita dalla ex C2 alla A, raggiunta nel 2004.

6) ROMA 1951-52 – E’ l’unica retrocessione della storia giallorossa. Dietro a tale disfatta – secondo Giò Stajano, giornalista e scrittore omosessuale -, ci sarebbero dei festini omosex. Pare infatti che i giocatori passavano le serate a casa di un deputato gay, che dagli ambienti vicino al club giallorosso veniva chiamato “zia Vincenza”. Sta di fatto che, nonostante il presidente Restagno cambi ben 3 allenatori (Baloncieri, Serantoni, Masetti), la squadra giallorossa non riesce a raggiungere la salvezza, classificandosi penultima, senza una buona dose di fortuna (10 partite perse per 1-0, e ad un punto dal 18° posto occupato dal Padova, che a quei tempi sarebbe valso la salvezza).

5) TORINO 1958-59 – 53 anni di fila in Serie A, ma nel ’59 il cuore Toro non basta. Dopo la scomparsa del ‘Grande Torino’ nel tragico incidente di Superga di dieci anni prima, il club granata si ritrova senza una base solida, con il presidente Ferruccio Novo che rassegna le dimissioni. Le 10 reti di Virgili, gli ottimi Bearzot e Bonifaci e i quattro allenatori che si succedono sulla panchina (Allaso, Bertoloni, Ellena e Senkey) non riescono ad evitare la prima retrocessione, terminando all’ultimo posto a pari punti con la Triestina, ma con la peggior difesa del campionato.

Cannavaro consola Taglialatela dopo la retrocessione del Napoli certificata a Parma

Cannavaro consola Taglialatela dopo la retrocessione del Napoli certificata a Parma

4) NAPOLI 1997-98 – La crisi finanziaria colpisce il Napoli, e nell’estate del 1997 il club partenopeo è costretto a cedere giocatori molto importanti, come Boghossian, Pecchia, Cruz, Colonnese e Milanese. Il tecnico Bortolo Mutti cercò di assemblare una squadra in grado di poter raggiungere quanto prima l’obiettivo salvezza, ma se in rosa hai soltanto gente ultra-trentenne la missione diventa quasi impossibile. Mazzone, Galeone e Montefusco succedettero a Mutti sulla panchina azzurra, fallendo però l’obiettivo. Bellucci si mise in mostra con 10 reti, ma furono dimenticate presto l’11 aprile a Parma, con la retrocessione ormai certa, tra le lacrime dell’estremo difensore Taglialatela. Il club di Ferlaino andò così incontro alla prima retrocessione dopo 30 anni di presidenza.

3) MILAN 1979-80 – La retrocessione non avvenne sul campo, ma fu comunque un fulmine a ciel sereno per club e tifosi rossoneri. Il Milan parte con l’intento di giocarsi lo scudetto con i rivali cittadini dell’Inter, ma termina la stagione al terzo posto. Il club al termine della stagione venne accusato nell’ambito dello scandalo del Totonero (giro di scommesse clandestine) e Albertosi, Morini, Chodi, i dirigenti e il presidente Colombo furono sanzionati, e la squadra venne retrocessa d’ufficio nel campionato cadetto. I rossoneri avevano già raggiunto l’accordo per l’estate con i giocatori Bruno Giordano e Falcao, trattative poi saltate.

2) MILAN 1981-82 – Il Milan torna nella massima serie con Radice in panchina, ma, complice anche la pesante assenza di Franco Baresi durata 4 mesi, i rossoneri riescono a vincere soltanto 3 delle 15 partite del girone d’andata. Nella prima di ritorno sconfitta anche con l’Udinese, che costa la panchina a Radice, sostituito da Galbiati, tecnico della Primavera. Stagione travagliata, con Farina nuovo presidente e Collovati capitano al posto di Maldera. Reazione d’orgoglio, il Milan raccoglie 8 punti nelle ultime 5 partite, la salvezza è vicinissima, ma nell’ultima giornata non basta la vittoria per 3-2 in rimonta sul Cesena, con il Genoa che ringrazia il portiere del Napoli Castellini e si salva pareggiando negli ultimi minuti. Una beffa atroce per i rossoneri, che rivedono l’incubo B per la seconda e ultima volta.

1) JUVENTUS 2005-06 – E’ un anno che i tifosi della Vecchia Signora non dimenticheranno mai, anche se dovessero ancora arrivare nuovi successi. La squadra di Capello vinse lo scudetto con 91 punti, +3 sul Milan, ma rimase invischiata nello scandalo Calciopoli, con i dirigenti Moggi e Giraudo coinvolti nel giro di intercettazioni telefoniche. La Procura Federale chiese la retrocessione della Juventus in serie inferiori alla B, la sentenza optò proprio per il campionato cadetto. Ai bianconeri non fu neanche assegnato lo scudetto, e condannati e 30 punti di penalizzazione da scontare proprio nel torneo di B. Con la retrocessione ci furono una serie di addii: Emerson e Cannavaro approdarono al Real, Zambrotta e Thuram al Barcellona, Vieira e Ibrahimovic all’Inter, Mutu – arrivato l’estate precedente dal Chelsea – passò agli storici rivali della Fiorentina.

Giuseppe Landi (@PepLandi)

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