Antonio Casu
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La lezione del Cesena: il Cagliari guarda, ma non impara

Quando si lotta per non retrocedere, un presupposto fondamentale è gettare il cuore oltre l'ostacolo, a prescindere dalle potenzialità tecniche

La lezione del Cesena: il Cagliari guarda, ma non impara
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Più che un inutile punto in classifica, la distanza che separa il Cagliari dal Cesena è la totale incapacità di crederci. L’hashtag lanciato nelle ultime settimane dalla società rossoblù (#crediAmoci) è sempre più lontano dalla realtà, mestamente dettata dall’abulica arrendevolezza. Quando si lotta per non retrocedere, un presupposto fondamentale è gettare il cuore oltre l’ostacolo, a prescindere dalle potenzialità tecniche: il Cesena l’ha capito da tempo, il Cagliari no. Il penultimo posto in classifica dei sardi è tutto, meno che un caso.

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Il Cagliari non ci crede più

IL MARE IN BURRASCA, IL PURGATORIO E L’OCEANO DI LACRIME – Esistono tre modi per interpretare il ruolo del naufrago. Il primo è incarnato dallo spirito con il quale il Cesena sta andando al di là delle sue potenzialità, ribaltando pronostici e risultati avversi. L’incredibile rimonta di Verona è l’emblema di una squadra operaia, dura ad arrendersi. Nonostante tutto. Il naufrago romagnolo nuota con ardore in un mare in burrasca. Persino il Parma, fallito e umiliato da una situazione societaria surreale, combatte fino al novantesimo tra le sabbie mobili di un futuro incerto. Il secondo è rappresentato dall’Atalanta, resistibile lepre zoppa in crisi d’identità. Arroccata in un’isola dalla quale vede il sole del Paradiso, sta facendo di tutto per complicarsi la vita. Il Cesena può raggiungere la Dea. Eccome se può. E poi c’è il Cagliari. I sardi non stanno facendo nulla per costruire una zattera di salvataggio, restando immobili tra i lidi dispersi della A. Autostima, questa sconosciuta. Il Cagliari vorrebbe buttarsi in mare, ma non lo fa, temendo le angosce del pericolo più del pericolo stesso. Ogni gol incassato è un colpo da ko, ogni lacrima versata è una goccia nell’oceano della B.

ZEMAN, UN GENERALE SENZA ESERCITO – Il Cagliari di Zeman è un mix di contraddizioni. Alle parole del tecnico – “La Serie B è lontana, io dico che non ci andiamo” – non seguono i fatti, al carisma del boemo non corrisponde il carattere della squadra, più dedita a piangersi addosso che a combattere. #Crederci diventa difficile, se l’hashtag #crediAmoci è un semplice slogan per i tifosi. I giocatori dovrebbero fissare nella mente quel verbo e dimostrare concretamente il suo significato, un po’ come sta facendo il Cesena. Ora come ora, l’hashtag più credibile è #aBBattuti, ma c’è ancora un po’ di tempo per porre rimedio: l’isola della Dea non è poi così lontana.

@antoniocasu_

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