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Ciclismo

Fiandre, le pagelle: miracolo di Kristoff, l’organizzazione fa flop

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Alexander Kristoff, vincitore del Giro delle Fiandre 2015

E’ Alexander Kristoff il protagonista assoluto della Pasqua del ciclismo. Il successo del norvegese, che si è imposto nel Giro delle Fiandre al termine di un’azione a due con l’olandese Niki Terpstra, prosegue la striscia positiva del Team Katusha, che aveva già colto il successo con Paolini alla Gent-Wevelgem. Lo spettacolo della classica belga è stato però in parte rovinato dalla disastrosa organizzazione, che ha portato a diversi incidenti lungo il percorso. Ecco le pagelle dei protagonisti di questa giornata di grande ciclismo:

KRISTOFF 10 – Costretto nell’ombra alla Gent da un Paolini straordinario, risorge e conquista la vittoria con un’azione straordinaria.  Perfetto nella strategia e nella condizione fisica, il miracolo di Kristoff si compie a 28 km dal traguardo, quando sorprende tutti seguendo Terpstra e rinunciando ad affidare le sorti della sua corsa allo sprint. Da quel momento si carica sulle spalle il peso dell’azione e poi concretizza con lucidità impressionante. Qualcuno dice che abbia trasformato l’acqua delle borracce in vino. Miracoloso.

TERPSTRA 9 – Corre con esperienza rimanendo al coperto nelle prime posizioni, poi accende la miccia sul Kruisberg e gestisce con intelligenza la situazione, aiutando Kristoff ma lasciando a lui la maggior parte del compito. Il norvegese non si sfianca e batterlo in volata è un’impresa impossibile. Peccato, anche se il secondo posto è un ottimo risultato. Alla Roubaix può fare bis, non c’è dubbio. Scoppiettante.

VAN AVERMAET 7,5 – Si perde Terpstra al momento dello scatto, poi non riesce più a recuperare. Sul Paterberg prende il largo insieme a Sagan, e nell’ultimo chilometro stacca lo slovacco in uno sprint disperato per riprendere la coppia di testa. Troppo tardi. Chissà se il belga ha rimpianto l’assenza di Gilbert, lasciato a casa su sua indicazione per evitare un dualismo. Attardato.

Peter Sagan, capitano della Tinkoff, ha chiuso al quarto posto questo Giro delle Fiandre

Peter Sagan, capitano della Tinkoff, ha chiuso al quarto posto questo Giro delle Fiandre

SAGAN 6,5 – Non ci siamo ancora. Il corridore della Tinkoff impara la lezione della Sanremo e resta al coperto fino al Paterberg, ma non è pimpante come nelle passate stagioni, tanto da perdere la ruota di Van Avermaet. La condizione non è ancora arrivata, e ormai le classiche segnate col cerchietto rosso sul calendario sono poche. Chiude quarto con tanti interrogativi. Spaesato.

DEGENKOLB 6 – Fa il compitino. Al contrario di Kristoff si limita a rimanere nel gruppetto dei migliori senza mai rispondere a nessuna azione. Poi vince la volata per il settimo posto, ma con questa mentalità può vincere solo alla Sanremo. Titubante.

GREIPEL 7 – Il tedesco parte più volte in avanscoperta per cercare di aiutare eventuali azioni dei compagni, ma della Lotto non ci prova nessuno. Sfilato dai big, regola la volata del gruppetto per il quindicesimo posto. La vittoria è lontana, anche se l’atteggiamento è quello giusto per migliorare quando la strada sale. Leone.

THOMAS 5,5 – Rimane davanti quando non serve e finisce la benzina troppo presto. Il suo allungo sull’Oude Kwaremont non fa male e finisce con il succhiargli le poche energie residue. Ha potenzialità per lottare per il successo, chiude quattordicesimo. Dopo le azioni alla Sanremo e alla Gent prometteva di meglio. Impaziente.

STYBAR 5 – Stopper finito male. Con Terpstra davanti ha la situazione tattica perfetta per arrivare terzo, tuttavia non riesce a seguire Van Avermaet e Sagan e in seguito si perde sia Benoot sia Boom, chiudendo al nono posto. Per come si è evoluta la corsa, avrebbe dovuto fare di più. Rimandato.

POZZATO 5 – E’ sempre nel gruppetto dei migliori, ma non mette mai il muso fuori. Rimane a ruota per tutto il tempo e in volata chiude dodicesimo, senza infamia né gloria. Chiedergli di vincere è troppo, d’accordo, ma non provarci nemmeno è un peccato. Timido.

CHAVANEL 4 – Potrebbe dire la sua, invece si fa vedere con poca convinzione solo quando manca tantissimo e non riesce a tenere le ruote dei big nella fase decisiva della corsa. Alla fine chiude quarantacinquesimo, e alla IAM qualcuno starà storcendo il naso. Nella squadra svizzera non ha mai entusiasmato. Spento.

ORGANIZZAZIONE 2 – Corsa disastrosa. Prima la vettura del cambio ruote tampona Sergent provocandogli la frattura della clavicola, poi provoca la caduta di Sebastien Chavanel impattando l’ammiraglia della FDJ. Come se non bastasse, uno striscione gonfiabile perde aria rischiando di non far passare i corridori. Insomma, ne succedono di tutti i colori. Impossibile che tre eventi del genere si verifichino in una corsa come il Fiandre. Vergognosa.

 

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