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Rudi Garcia, prima e dopo

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Rudi Garcia, grande estimatore di Adem Ljajic
Mehdi Benatia sempre più lontano da Roma

Mehdi Benatia sempre più lontano da Roma

La Roma 2014-2015 ha certamente subìto una grossa involuzione rispetto alla stagione 2013-2014, ma quali sono le analogie e le differenze tra il primo e il secondo anno di Garcia? Proviamo a riassumerlo!

ANALOGIE E PUNTI IN COMUNE- La scorsa stagione come quella in corso vede una Roma che gioca la maggior parte della partita con un ritmo compassato, cerca di mantenere il possesso palla e di trovare i varchi dove infilare la retroguardia avversaria. Oggi come ieri gli esterni di difesa rivestono un ruolo di primaria importanza e tale aspetto si nota in maniera lampante in questo periodo, quando Maicon manca da tantissimo tempo, Torosidis alterna prestazioni positive ad altre meno, Holebas attraverso un periodo di appannamento e Cole è sempre un oggetto misterioso. Stesso discorso vale per il centrocampo che sta soffrendo il momento negativo di Pjanic che, in questa stagione come la scorsa, ha un ruolo di fondamentale importanza e il momento assai buio della Roma è certamente legato anche alle prestazioni mediocri del bosniaco. Discorso simile quello legato a Totti che ha disputato molte partite mediocri e il gioco attuale della squadra giallorossa ha faticato notevolmente, in quanto l’idea di calcio di Garcia è ancora vincolata al capitano romanista, proprio come il campionato precedente. Ma il vero fulcro del gioco capitolino è Gervinho. L’ivoriano nella stagione in corso è spesso mancato e Pjanic e Totti hanno avuto difficoltà ad alzare il ritmo della partita e a trovare i passaggi vincenti per concludere il possesso palle che, per questo motivo, è risultato sterile in più di un occasione.

DIFFERENZE- Se da un lato è vero che la Roma per ampi tratti mantiene il ritmo lento e il possesso palla della scorsa stagione, è anche vero che, dall’altro, in questo campionato è spesso mancato il cambio di ritmo, la scintilla che andava a dare la scossa. La Roma dello scorso anno aveva una compattezza che oggi non si trova nella formazione giallorossa, grazie ad un De Rossi e una coppia, Benatia-Castan, che formava un vero e proprio muro davanti a De Sanctis che subiva meno gol proprio perché subiva pochissimi tiri (la scorsa stagione il primo tiro che subì nello specchio della porta fu alla sesta partita). Lo scorso anno la Roma aveva in Maicon un punto di forza notevole e, probabilmente grazie alla motivazione del Mondiale, riusciva a fare la differenza e a creare la superiorità numerica, creando spazi dove poi Gervinho si poteva scatenare. Inoltre il Pjanic del primo Garcia era la versione autentica, non quella appannata della stagione in corso ed era abilissimo nell’alzare il ritmo, cosa che fa fatica a svolgere ora. Infine la Roma del 2013-2014 aveva come obiettivo e motivazione quella di vendicare la sconfitta subita in finale di Coppa Italia e non aveva nessuna pressione sulle spalle dal momento che nessuno si aspettava nulla da essa. La Roma del 2014-2015 invece ha avuto su di sé, anche per colpa di Garcia stesso, una pressione enorme, a partire dall’obiettivo dichiarato di vincere il campionato.

 

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