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Alla faccia di Lotito: Carpi, una realtà poco italiana

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Il Carpi domina la Serie B

Secondo Claudio Lotito, pochi sanno che Carpi esiste. L’affermazione è inappuntabile, ed è un peccato. La Carpi del calcio, trionfante nella serie cadetta e ad un passo dalla A, è  la punta dell’iceberg di una realtà economica solida e ambiziosa, dinamica e concreta, capace di sfidare gli scogli della crisi e dei terremoti. Il piccolo centro emiliano sovverte le gerarchie del calcio italiano e mostra al mondo le potenzialità del made in Italy. La chiave di sviluppo è la valorizzazione di uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese, il settore tessile. Carpi rappresenta il 2% del Pil italiano, ma Lotito pensa solo ai diritti tv. Il miracolo del gruppo di Castori è tutto, meno che un caso.

Stefano Bonacini, presidente del Carpi dei miracoli

Stefano Bonacini, presidente del Carpi dei miracoli

CARPI HA VINTOFra la via Emilia e le miniere d’oro del West, le strade percorribili possono essere differenti. C’è chi, come Giorgio Squinzi, ha regalato la A a Sassuolo attraverso investimenti ingenti, figli di una mentalità da grande industria (la Mapei) e chi, come Stefano Bonacini, presidente del Carpi, è invece l’emblema di una nuova élite di medie imprese (una quindicina nel territorio della cittadina emiliana), motore trainante dell’economia italiana. Laddove vendere anima e corpo agli investitori stranieri sembra essere l’unica soluzione per uscire dal tunnel (la cessione della Pirelli è un chiaro esempio in questo senso), Carpi ha scommesso su se stessa, valorizzando l’eccellenza del made in Italy. Italiana nelle potenzialità, decisamente poco italiana nella capacità di aggredire i mercati assecondandone tempi ed esigenze. L’approdo in Borsa è il prossimo step, ma Carpi ha già vinto. Alla faccia del nefasto tradizionalismo lotitiano (politico, si intende).

E POI C’È IL CALCIO – L’ultimo passaggio della rinascita del capoluogo è stata la ricerca di una cassa di risonanza utile a mostrare all’Italia la nuova realtà. Il calcio è il mezzo ideale e Bonacini l’ha capito tre anni fa, quando decise di scommettere sul Carpi Fc. Risultato? Un’umile squadra di provincia, storicamente arrancante nelle serie minori, ora è ad un passo dalla A. Se si è vincenti, lo si è in qualunque ambito della vita. Nei tempi bui dei Manenti, la notizia è da accogliere con gioia. A prescindere dai diritti tv. A Carpi non c’è spazio per l’improvvisazione. Il calcio italiano, alla ricerca di nuove sicurezze, accoglierà una realtà solida e di successo. In ogni senso. Carpi esiste, eccome se esiste. 

@antoniocasu_

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