Marco Scipioni
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Roma, ecco i 5 peggiori difetti di Daniele De Rossi

Daniele De Rossi, uno dei migliori centrocampisti dell'ultimo decennio, ma quali sono i suoi peggiori difetti?

Roma, ecco i 5 peggiori difetti di Daniele De Rossi
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De Rossi con la Croazia taglierà le 100 presenze in azzurro

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Probabilmente, a primo impatto, potrebbe sembrare molto inutile, e forse anche si potrebbe far fatica a recepirne il significato, ma, per fare informazione obiettiva, valutando ogni aspetto, riteniamo corretto evidenziare anche i lati peggiori dei calciatori più forti, come, in questo caso, Daniele De Rossi. Il centrocampista di Ostia, infatti, ha conosciuto le critiche solo negli ultimi anni, prima invece gli sono piovuti addosso esclusivamente grandi complimenti ed elogi. Potrebbe sembrare paradossale, e in un certo senso lo è veramente, ma le peggiori caratterizzazioni del biondo centrocampista sono rimarcate proprio da una frangia di tifosi romanisti, quelli che, teoricamente, dovrebbero amarlo più di tutti. Invece all’esterno della Capitale la stima dei più grandi tecnici, Ancelotti, Mancini e Mourinho su tutti, rimane intatta e non perdono occasione per rimarcarlo. Proviamo ora ad analizzare e a riassumere quelli che possono considerarsi i maggiori difetti di Daniele De Rossi.

INCOSTANZA- Probabilmente definire incostante De Rossi non è esattamente il termine corretto nè l’esempio perfetto di riconoscenza verso un calciatore che all’Italia ha dato tanto. Ma è evidente come sia calato il suo rendimento rispetto alla stagione giocata con Luis Enrique e allo scorso anno, il primo di Rudi Garcia, dove il calciatore italiano, formava un muro davanti alla difesa e permise alla Roma del primo Garcia di subire pochi gol. Questo dimostra come il calciatore dell’Italia alterni grandissime annate ad annate buone o addirittura che rasentano la sufficienza, o comunque al di sotto del suo potenziale.

IMPRECISIONE E LENTEZZA- C’è da fare una premessa molto grossa. De Rossi non è un regista di ruolo e anche grandi calciatori che giocano in quel ruolo, Pirlo su tutti, sono lenti di piede, ma veloci di testa. De Rossi, però, è più un incontrista rispetto a regista, dunque il nostro discorso prenderà una piega differente. Il numero 16 giallorosso è uno dei migliori, se non il migliore, a rompere le azioni avversarie ed a recuperare i palloni sulla fascia o al centro del campo, anticipando o sopperendo all’assenza fisica dei terzini in particolar modo, ma anche dei centrocampisti saliti eccessivamente. Ma, in un contesto di calcio totale è bene saper gestire il pallone e spesso, il vice capitano della Roma, si è rivelato impreciso, nei lanci lunghi soprattutto. Inoltre negli ultimi anni De Rossi non ha quasi più fatto vedere i tiri da fuori e le sue lunghe progressioni che erano diventati il suo marchio di fabbrica.

TROPPI ROSSI E INTERVENTI AL LIMITE- Ma De Rossi spesso ci ha abituato ad interventi al limite, non per la sua vena cattiva, ma piuttosto per la sua decisione e la volontà di fare il massimo per la squadra per cui gioca. Dunque ne è risultato spesso un De Rossi fuori dagli schemi che ha attirato critiche sul suo conto. A dire il vero, non sarebbe solamente un lato negativo quello appena citato, infatti, la decisione e la determinazione di Capitan Futuro fanno l’orgoglio di Italia e Roma.

TROPPO INTERESSE NEI CONFRONTI DELL’OPINIONE PUBBLICA- Una cosa di De Rossi è apprezzata dai tifosi di qualsiasi squadra: la sincerità. Il calciatore giallorosso è uno di quelli che non si nasconde dietro un dito ed è il sogno di ogni giornalista poterlo intervistare, in quanto non si sottrae mai alla critica personale e nei confronti del proprio club e tenta, riuscendoci quasi sempre, di essere obiettivo. Ma, in molti casi, è andato oltre le righe e gli schemi, criticando apertamente e in tono abbastanza forte soprattutto determinati esponenti delle cosiddette radio romane. Per quanto Daniele De Rossi possa aver ragione (gli attacchi sul suo conto sono sempre molto forti ed ingiustificati soprattutto quelli legati alla sua vita privata; SportCafe24 ne resterà fuori, anche dal sole citarle, seguendo il desiderio del calciatore della Roma e il buon costume che si dovrebbe tenere, senza riferimento alcuno a colleghi radiofonici, di carta stampata o di qualsiasi altro mezzo di costume), spesso avrebbe ottenuto maggior effetto un silenzio o l’agire per vie legali, ma questo è solo un consiglio.

TROPPO TIFOSO- Premessa doverosa: nessuno vuole far passare il messaggio che essere tifoso o essere romanisti sia un difetto; ognuno è tifoso della squadra che predilige ed è degno di tifarla e l’altro è obbligato a rispettarlo. Qui il discorso è differente. Daniele De Rossi è palesemente molto tifoso della Roma e della Nazionale Italiana e questo, per la professione che svolge, come per Totti, non è sempre un bene, infatti, molte volte il sentire troppo la partita gli ha giocato brutti scherzi, con sostituzioni da parte dell’allenatore o espulsioni per reazione nel peggiore delle ipotesi. Dall’altro lato, è doveroso affermare come spesso invece essere così tanto tifoso della squadra per cui gioca si è rivelato un aspetto positivo per la Roma e per la Nazionale Italiana.

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