Antonio Casu
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Cagliari, non è finita. Cinque mosse per ottenere la salvezza

I sardi hanno a disposizione trenta punti per cercare il miracolo

Cagliari, non è finita. Cinque mosse per ottenere la salvezza
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Zdenek Zeman, tecnico del Cagliari

Zdenek Zeman, tecnico del Cagliari

Trenta punti. Trenta benedetti punti. Il campionato del Cagliari inizia ora, alla 29esima giornata. Tutti gli errori commessi finora, i dubbi, le paure e gli avventati voli pindarici non contano nulla: l’unico obiettivo è la salvezza. Finché non ci sarà la matematica a sancire un verdetto, evitare la retrocessione sarà possibile. Trenta punti sono oro che cola, specie per una squadra alla quale potrebbero bastarne la metà per raggiungere la meta. Sarà difficile, difficilissimo, ma non impossibile. Il livellamento verso il basso della Serie A lascia spazio ai miracoli last minute (Sassuolo docet). Basta crederci fino in fondo, le potenzialità non mancano. Quelle che seguono sono le cinque mosse che potrebbe fare il Cagliari per provare a stappare una buona bottiglia di Cannonau a fine campionato.

1) VALORIZZARE LA SOSTA – I sardi, in netto calo atletico nelle ultime uscite, hanno avuto a disposizione due settimane per pianificare il rush finale. Per ulteriori approfondimenti, leggi qui.

2) ATALANTA E CESENA? NON ESISTONO… – Osservare le mosse dell’avversario è utile alla preda, non ai cacciatori. Il Cagliari, appaiato in classifica al Cesena, insegue l’Atalanta (in vantaggio di sei punti, se si considerano gli scontri diretti), ma non deve pensare al loro rendimento: sarebbe l’inizio della fine. Il Cagliari deve fare la corsa solamente su se stesso. 

3) … E NEANCHE IL CALENDARIOLazio, Genoa, Napoli e Fiorentina. I prossimi quattro impegni saranno proibitivi? Pensarci è inutile. L’obiettivo è correre all’impazzata per novecento minuti, il resto non conta. Qualunque sarà l’avversario, qualunque sarà la posizione in classifica, il Cagliari dovrà lottare su ogni pallone, senza fare calcoli né avere timori reverenziali.

4) CERCASI MARCO SAU DISPERATAMENTE – Cosa sarebbe Zemanlandia senza un goleador spietato in grado di buttar dentro il pallone in ogni momento? Nulla, o quasi. Il Cagliari, pericolosamente traballante sulle punte, ha in Marco Sau una pedina fondamentale, capace di spostare gli equilibri della squadra, ma non segna più. L’ultimo gol in campionato risale al 25 ottobre scorso, giorno della galoppata trionfale ad Empoli. Una vita fa. Recuperarlo è un obbligo.

5) ESSERE ZEMANIANI –  Le quattro mosse citate possono essere riassunte in una semplice legge: essere zemaniani. Il tecnico boemo gioca per vincere. Sempre. Trenta punti in dieci giornate sono una chimera? No, un obiettivo da perseguire attraverso il gioco ed una sana vocazione offensiva. È un rischio? Sì, ma la Serie B è il pericolo maggiore. In ogni caso, il campionato del Cagliari sta per iniziare, altro che finire. Basta crederci.

@antoniocasu_

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