Davide Terraneo
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Gent-Wevelgem, le pagelle: Paolini show, flop Degenkolb

A 38 anni il Gerva si impone con una prestazione maiuscola, mentre il tedesco fallisce il post Sanremo. Delusione Sagan

Gent-Wevelgem, le pagelle: Paolini show, flop Degenkolb
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L’Italia del ciclismo trova il suo primo vero sorriso stagionale. A regalarlo l’acuto di Luca Paolini, che a 38 anni si è imposto alla Gent-Wevelgem con un’azione maiuscola che ha tagliato le gambe agli avversari. Delusione invece per John Degenkolb, fresco vincitore della Sanremo, che è rimasto precocemente tagliato fuori dalla lotta per la vittoria. Ecco le nostre pagelle della corsa odierna.

PAOLINI 10 – Strepitoso Gerva. Riuscire ad imporsi a 38 anni a questo livello in una corsa dura come quella di oggi è un atto di eroismo. Intelligente a partire da solo quando capisce che l’attacco del gruppetto a 60 dall’arrivo era quello buono, fulmineo nello staccare gli avversari a 6 chilometri dal traguardo. Alla Sanremo aveva fatto vedere il suo lato generoso, in Belgio mostra quello grintoso e vincente. Difficile dire quale dei due sorprenda di più. Imprendibile.

TERPSTRA 8 – L’olandese prima ci prova, poi fa quel che può nel tentativo di ricucire, ma con questo Paolini non c’era niente da fare. Nel sestetto che si era avvantaggiato nel finale poteva essere considerato il favorito, e lui si gioca bene le sue carte. Semplicemente aveva meno gambe del corridore del Katusha. Sul pavè sarà pericolosissimo: Cancellara è avvisato. Spauracchio.

THOMAS 8 – Il britannico inizia a ritagliarsi maggiore spazio all’interno della corazzata Sky. Dopo essersi fatto vedere con l’azione prima del Poggio alla Sanremo ottiene un podio che può dargli fiducia, dopo aver chiuso su quasi tutti gli attacchi del gruppetto. Quasi, appunto. I mezzi per fare il colpo grosso in futuro ci sono, ma il team deve iniziare a dargli più fiducia. Sprecato.

ROELANDTS 8,5 – Azione da applausi quella del belga, che si fa 70 chilometri in solitaria riuscendo a mettere seriamente paura agli altri corridori. Alza bandiera bianca sul Kemmelberg, riuscendo comunque a difendere un dignitoso settimo posto. Una condotta di gara più prudente avrebbe potuto portare qualcosa di meglio, ma il coraggio è da ammirare. Spettacolare.

OSS 6,5 – Riesce ad entrare nel gruppetto giusto, ma nel finale finisce la benzina troppo presto. Chi lo batte è un mostro sacro delle classiche, e per il momento sembra difficile chiedergli di più. Forse spreca qualche energia di troppo. Generoso.

KRISTOFF 6 – Con Paolini in fuga, la Katusha non muove un dito. Scelta azzeccata che penalizza il norvegese e pone fine alle sue possibilità di vincere. Regola il gruppo chiudendo nono e dimostrando grande professionalità. In una situazione diversa avrebbe fatto molta paura. Leone in gabbia.

CAVENDISH 5 – Anche oggi il britannico soffre e si stacca dal gruppo dei migliori ben lontano dall’arrivo. Il migliore sprinter del mondo in salita non va proprio, e dimostra ancora una volta quanto non sia uomo da classica. Fiacco.

DEGENKOLB 5 – Il vincitore della Sanremo non ha smaltito la sbornia di domenica scorsa e si arena già ad un centinaio di chilometri dal traguardo. Colpa del vento, del ritmo elevato o di una squadra non impeccabile? Poco importa, la bocciatura è inevitabile. Scoppiato.

SAGAN 3 – Che fine ha fatto il Peter esplosivo? Non prova mai ad inseguire i vari gruppetti, non si inserisce mai negli attacchi. Era uno dei grandissimi favoriti, torna a casa con l’ennesima delusione di un 2015 iniziato malissimo. Lo slovacco non è più lui. Irriconoscibile.

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