Kevin Brunetti
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Steve Nash si ritira: il basket saluta il suo ultimo playmaker

Steve Nash, uno degli eroi di un basket che non c'è più... Dopo 19 anni lascia l'Nba l'ultimo grande playmaker puro che abbia calcato un parquet

Steve Nash si ritira: il basket saluta il suo ultimo playmaker
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Steve Nash è un eroe. Uno di quelli che hanno rivestito per anni la posizione di playmaker su un parquet Nba, uno di quelli che con i suoi assist ha fatto innamorare gli States e il mondo intero… Uno di quelli che con una giocata poteva illuminare gli occhi di un bambino e fargli dire: “Voglio giocare a basket”. Sembra impossibile incantare tutti quando hai toccato la prima palla a spicchi a 13 anni, quando al momento del College l’unica chiamata è arrivata dalla piccola Santa Clara University… E quando in Nba sei alto 190 centrimetri senza straordinarie doti atletiche. Ma non lo è se ti chiami Steve Nash.

Steve Nash in uno dei suoi fenomenali assist a Amar'e Stoudemire contro San Antonio

Steve Nash in uno dei suoi fenomenali assist a Amar’e Stoudemire contro San Antonio

LA MAGIA DI UN ASSIST – E’ facile far alzare in piedi un palazzetto con una schiacciata, la vera poesia è riuscire a farti applaudire da tutti con un “semplice” passaggio. Steve Nash c’è riuscito, e non si è certo accontentato di un applauso. Otto volte All-Star, 10.335 assist in carriera, cinque volte miglior passatore Nba… Ma soprattutto due MVP della Regular Season, come se non bastasse, ottenuti in back to back. L’unica pecca in una carriera che non ha assolutamente niente di ordinario è la mancanza di un anello al dito… Si, perchè dopo otto anni strepitosi a Phoenix, nella testa di Nash l’anello era programmato per Los Angeles, in quintetto con Bryant, Gasol, Howard e Artest… Ma non è mai arrivato.

L’ULTIMO PLAYMAKER – Il ragazzo di Johannesburg, naturalizzato canadese, è un ragazzo normale… Nash non ha l’atletismo di Westbrook o del miglior Rose, non ha la velocità di mani di Irving o la rapidità di rilascio di Curry, e non è bravo ad aggredire con forza il ferro come Lillard e Wall. Ma Steve è speciale: Nash è il tipo di giocatore che non è più collocabile nel basket moderno, Nash ha la fantasia di Magic Johnson, le mani di Jason Kidd e l’intelligenza di John Stockton. Nash è l’ultimo playmaker, l’eroe di un basket che non c’è più.

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