Raul Parrella
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Mazzarri e il Napoli: nostalgia del “Made in Italy” di vecchio stampo

Indimenticabili gli anni di Mazzarri al Napoli, dove l'allenatore livornese ha gettato le basi fondamentali per la costruzione di una grande squadra, ora nelle mani di Benitez

Mazzarri e il Napoli: nostalgia del “Made in Italy” di vecchio stampo
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Sembra ieri quando Mazzarri e il Napoli si dicevano addio in quella calda estate dove andò via anche Cavani, segno indiscutibile che il regno dell’allenatore livornese era giunto al termine. Da li in poi al Napoli ci fu una piccola rivoluzione con l’arrivo di Benitez e gli acquisti di grandi campioni, molti di scuola Real Madrid. Certo che, chi ha amato il Napoli, nonostante l’approdo di Mazzarri all’Inter nella stagione successiva, non può negare l’amore provato per quella squadra spettacolare che ha fatto sognare una città intera.

Edinson Cavani, stella assoluta del Napoli di Mazzarri

Edinson Cavani, stella assoluta del Napoli di Mazzarri

IL ‘MADE IN ITALY’ CHE NON TRADISCE MAI – Tra Benitez e Mazzarri si possono trovare centinaia di differenze, il primo è un allenatore vincente soprattutto in Europa, il secondo non ha mai lasciato il suolo italiano e ha conquistato la sua fama partendo dal fondo del barile, ma il fondo quello vero. Mazzarri è cresciuto a pane e calcio, iniziando a fare il vice di un certo Renzo Ulivieri proprio al Napoli. Indimenticabili per tutti i tifosi della Reggina, gli anni di Mazzarri a Reggio Calabria, dove fece miracoli facendo salvando la squadra anche quando dopo Calciopoli ricevette 15 punti di penalizzazione. Ma il periodo migliore di Walter è sicuramente quello napoletano anche se nel palmares può vantare solo una Coppa Italia conquistata con la squadra azzurra. Ma se proprio bisogna fare un paragone col Napoli attuale, tralasciando la tattica ed il gioco che naturalmente varia da allenatore ad allenatore, questo Napoli costruito per essere vincente in Europa ha fallito in Champions League negli ultimi due anni mentre quando era allenato da Mazzarri arrivò ad un passo dai quarti di finale, ma quella maledetta sera allo Stamford Bridge il Chelsea riuscì a ribaltare il risultato dell’andata facendo fuori il Napoli dalla competizione. Un’altra cosa da dire, forse la più importante, è che Mazzarri raccolse un Napoli di medio-basso livello e grazie alla sua bravura e al suo lavoro tattico trasformò gente come Cavani e Lavezzi, da semi-sconosciuti a gente da più di 100 milioni in due.

MAZZARRI O BENITEZ? SCEGLIER NON SAPREI – Bisogna dire che scegliere tra i due non è facile, naturalmente la scelta razionale porta a puntare sull’allenatore spagnolo, figura d’altro spicco internazionale che gioca un calcio diverso da quello italiano con il quale ha vinto molto in carriera ma il cuore e la nostalgia puntano dritti al duro livornese che ha saputo trasformare quella squadra di metà classifica in una vera e propria armata. La precisione finale, quella più importante, che persino il più grande fan di dell’allenatore spagnolo deve accettare, il grande lavoro di Mazzarri ha facilitato l’ingresso in squadra di Benitez che ha trovato una compagine di giocatori tatticamente perfetti e con la voglia di vincere già ben inculcata in testa.

Raul Parrella (@RaulParrella)

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