Roberto Cusimano
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Catania, tutti i motivi della crisi

I siciliani non vincono in campionato dal 31 gennaio e navigano in fondo alla classifica. C'è da migliorare il rendimento esterno e soprattutto tornare a vincere in casa, le prossime gare saranno decisive. Di chi è la colpa di questa crisi?

Catania, tutti i motivi della crisi
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Il Catania è in crisi, non c’è alcun dubbio. Lo dicono i numeri, lo dice la classifica. Se si vuole affrontare la questione sembra opportuno fare un passo indietro.

Esultanza dopo un gol realizzato da Lodi, anche lui trascinatore del Catania nella stagione 2012/13

Esultanza dopo un gol realizzato da Lodi, anche lui trascinatore del Catania nella stagione 2012/13

DALLE STELLE… – Era il 19 maggio 2013 quando si concluse l’ultima partita di una grande stagione disputata dal Catania, stagione da record grazie all’ottavo posto finale, addirittura davanti all’Inter. Lo stadio “Massimino” quasi inespugnabile con ben 12 gare vinte e solo 3 perse, cinquanta reti all’attivo di cui più della metà realizzate dal trio Bergessio-Gomez-Barrientos che in più di un’occasione regala lampi di gran calcio facendo divertire il caloroso pubblico degli etnei. I pochi punti conquistati lontano dalla Sicilia (16) non rappresentano in fin dei conti un grave problema e tutti, giocatori, tifosi e Società vivono un momento di grande esaltazione. Ed è proprio quello il punto di partenza del lento ma inesorabile declino della squadra siciliana che dopo quasi due anni si ritrova dall’ottavo posto in Serie A a lottare a denti sretti per evitare quella che sarebbe un’incredibile retrocessione in Lega Pro.

… ALLE STALLE – Il Catania quest’anno si ritrova dunque a dover disputare il torneo cadetto e per farlo ha effettuato una rivoluzione nella rosa (tra agosto e gennaio): via la colonia argentina con i vari Almiron, Keko, Rolin, Leto, Monzon, Spolli, Andujar, Bellusci, Barrientos e Bergessio oltre a Tachtsidis, Lodi e Marcelinho ; vengono acquistati Schiavi, Sciaudone, Chaprek, Ceccarelli, Sauro, Belmonte, Coppola, Rosina, Calaiò, Maniero, Mazzotta, Gillet, Del Prete e poi trovano spazio anche alcuni giovani interessanti della Primavera come Rossetti o Di Grazia. Ma analizziamo meglio quali sono alcuni dei problemi dei rossoazzurri che secondo noi hanno influito e continuano tuttora ad influire su questa sfortunata stagione, per fortuna non ancora compromessa.

L’ESODO ARGENTINO – Il fatto che i tantissimi argentini presenti in rosa si siano pressoché dimezzati a favore di una squadra più italiana non si è dimostrato un fattore positivo, se fossero rimasti visto che già avevano giocato insieme l’anno scorso la loro intesa sarebbe stata di sicuro migliore e tutta la squadra ne avrebbe beneficiato.

Alessandro Rosina, uno dei volti nuovi del Catania. Per lui 7 reti in stagione

Alessandro Rosina, uno dei volti nuovi del Catania. Per lui 7 reti in stagione

SQUADRA RIVOLUZIONATA – Motivo legato al precedente, l’arrivo di tanti giocatori nuovi rispetto alla stagione passata, anche se di buon livello e abituati a giocare in questa categoria, ha influito sicuramente. Basta pensare che tra l’ultima partita della scorsa stagione e la prima di quest’anno la formazione è cambiata per 8/11.

MODULO – Ne sono stati cambiati diversi dall’inizio della stagione ma quello più congeniale alla struttura della squadra e soprattutto in base ai calciatori offensivi presenti in rosa sembra essere il 4-3-1-2 con Rosina dietro le due punte Maniero e Calaiò. Gli altri moduli, per esempio il 3-5-2 o il 3-4-1-2 si sono dimostrati buoni per la fase  difensiva ma la squadra ha fatto più fatica nel reparto avanzato.

PROBLEMI A CENTROCAMPO – Spesso purtroppo si è sentita la mancanza di un uomo capace di costruire il gioco a metà campo, nell’ultimo periodo tra l’altro è mancato anche Coppola che tra tutti è quello che lo sa fare meglio.

MARCOLIN – L’allenatore quando la squadra non va è  sempre messo sotto accusa, si dice pure che la prossima gara possa essere decisiva per il tecnico bresciano. Eppure l’inizio era stato promettente con le vittorie in casa contro Perugia e Pro Vercelli, poi invece una serie di pareggi e sconfitte. La sua media punti ora è pari ad 1, certo è poco per una squadra che deve salvarsi però i suoi precedessori non è che abbiano fatto tanto meglio e se il Catania è laggiù la colpa non è sua, o comunque non solo sua.

GESTIONE TECNICA SCORRETTA – Nell’ultimo anno e mezzo l’organico etneo è stato più volte sconvolto, si sono succeduti vari allenatori, preparatori atletici, direttori sportivi e come ricordato prima vari giocatori. Artefice di tutti i cambiamenti è il Presidente Antonino Pulvirenti, uomo che si è fatto amare dai suoi tifosi ma anche odiare, in molti vedono lui come principale artefice di questa enorme crisi.

Concludiamo con il ricordare che mancano dieci gare al termine del campionato, il Catania giocherà cinque volte al “Massimino” contro Avellino, Trapani, Ternana, Livorno e Cittadella; e cinque volte fuori casa dove quest’anno sta veramente battendo ogni record (attualmente in sedici gare cinque pareggi e undici sconfitte). Tra le trasferte ci saranno quelle a Varese, Latina e Brescia, tre squadre che lottano pure per non abbandonare la categoria, saranno dei veri e propri spareggi-salvezza. I tifosi, in particolare la Curva Nord, lo hanno chiesto esplicitamente tramite degli striscioni, pretendono rispetto e dignità da parte dell’intera Società. Sono in piena contestazione con il Presidente e vogliono vedere che i giocatori in campo “tirino fuori le palle e l’orgoglio, sputando sangue fino all’ultima goccia”. Vedremo.

Roberto Cusimano

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