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L’allievo è pronto: Sinisa sogna lo sgambetto al Mancio

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Sinisa Mihajlovic e Mancini ai tempi dell'Inter

Prima compagni di squadra, poi allenatore e giocatore, quindi capo tecnico e vice. La storia di Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic si è intrecciata un numero infinito di volte negli ultimi 15 anni. Si sono conosciuti a Genova, ritrovati a Roma e insieme sono diventati grandissimi a Milano. Alla Lazio e all’Inter hanno anche avuto modo di festeggiare insieme scudetti e coppe assortite, ma mai si sono ritrovati rivali. Poteva succedere a gennaio, in Coppa Italia, ma la squalifica del serbo ha rinviato l’appuntamento a domani. E che la sfida si giochi al Ferraris non può che essere l’ennesima dimostrazione del fatto che nel calcio le coincidenze non esistono.

Un giovane Sinisa Mihajlovic in maglia Samp.

Un giovane Sinisa Mihajlovic in maglia Samp

CUORI BLUCERCHIATI – A Genova – sponda Samp, of course – il Mancio è diventato tale, mentre Miha si è finalmente imposto in Italia, dopo gli esordi romanisti. Burberi, sicuri di sè fino ai limiti dell’arroganza, sicuramente poco inclini a farsi degli amici. Sinisa e Roberto sono molto simili, e forse proprio per questo è sbocciato quel feeling che ha fatto di Mihajlovic il fedele scudiero di Mancini. E quando Miha ha deciso di appendere le scarpette al chiodo (solo la destra speriamo, la sinistra è degna di un museo) è stata scontata la scelta di diventare vice allenatore del suo maestro. Un insegnante che è ancora davanti a lui in quanto a Palmares, ma che domenica partirà clamorosamente da sfavorito al primo confronto diretto tra i due.

LA SCONFITTA E LA CENA – Amici, ma senza farsi sconti. Sinisa sa di avere ottime probabilità di successo, la sua Samp è tornata in forma dopo un avvio di anno da dimenticare. I nuovi si sono integrati alla perfezione e la classifica dice che la Champions è lontana solo 4 punti. Non si può dire lo stesso del Mancio, incapace di vincere nelle ultime 5 partite (Europa League compresa) e lontano anni luce dalla propria idea di calcio. Nessun regalo al maestro, l’allievo si prepara allo sgambetto :“Voglio dare un dispiacere al mio amico, poi gli offrirò una cena” mentre il mentore per ora rimane in silenzio. In attesa, forse, di impartire l’ultima lezione.

@simojack89

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